Pronta la mozione di sfiducia: ecco perché Conte può saltare

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Giuseppe Conte è finito nell’occhio del ciclone, travolto dalla gestione dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid e attaccato dall’opposizione in merito ai verbali del Comitato tecnico scientifico (Cts) contenenti le indicazioni di istituire le famigerate zone rosse.

Tante sono le domande senza risposta, a cominciare dalla più importante di tutte. Per quale motivo non sono stati desecretati tutti i verbali? In particolare, la Fondazione Einaudi ha reso pubblici cinque documenti del Cts relativi al 28 febbraio, 1-7-30 marzo e 9 aprile, ai quali si è successivamente aggiunto il verbale del 3 marzo sulla zona rossa tra Nembro e Alzano Lombardo.

L’argomento che sarà usato dall’opposizione per sbugiardare Conte è racchiuso in un’altra domanda, e riguarda il verbale del 7 marzo. Perché contiene soltanto una sintesi e non il resoconto completo degli allegati? Ma soprattutto qual è la ragione che ha spinto il presidente del Consiglio a tenere nascosti questi atti? Il centrodestra è pronto a recapitare queste domande al diretto interessato all’inizio di settembre.

Gli errori di Conte

Secondo quanto riferisce Il Messaggero, l’opposizione starebbe pensando di presentare una mozione di sfiducia a Conte, puntando proprio sui mezzi pasticci combinati dal premier nelle fasi più calde dell’emergenza. Più che sull’incoerenza mostrata sul Mes e sulla partita della legge elettorale, il vero tallone d’Achille di questo governo è rappresentato dal suo operato a cavallo tra febbraio e aprile.

dibattito ruota attorno al lockdown e alle zone rosse, tra dossier e contro dossier. Giorgia Meloni, ad esempio, ha sottolineato che lo scorso aprile l’ufficio studi di Fratelli d’Italia aveva chiesto di “circoscrivere il lockdown alle sole zone rosse e di riaprire le scuole”. Conte è invece andato dritto per la sua strada, optando per una chiusura generalizzata e per un periodo ben superiore ai 14 giorni richiesti da FdI.

“Non siamo stati ascoltati e non c’è da stupirsi, visto che Conte non ascoltava nemmeno gli esperti”, ha quindi concluso la leader di FdI. A proposito di esperti, il 7 marzo i tecnici chiedevano chiusure differenziate. Due giorni più tardi il governo scelse invece di applicare il lockdown all’Italia intera. Il premier ha provato a giustificare la sua scelta appigliandosi all’esodo dei cittadini fuggiti nottetempo da Nord a Sud. “A quel punto abbiamo ritenuto fosse prioritario mettere in sicurezza il Sud, che significava mettere in sicurezza il Paese”, ha spiegato il premier.

La strategia dell’opposizione

Tornando allo scontro politico, l’opposizione adotterà una linea dura e senza esclusione di colpi. In ogni caso, almeno per il momento, questa strategia non dovrebbe provocare scossoni degni di nota, visto che Pd e M5s si sono stretti attorno a Palazzo Chigi e Italia Viva, nonostante qualche parolina di troppo, non ha alcuna intenzione di affossare l’esecutivo. L’obiettivo del centrodestra è inchiodare Conte di fronte alle proprie responsabilità, alla poca trasparenza messa in campo dal suo governo e ai punti oscuri avvenuti nella prima fase della pandemia. Tuttavia presentare un simile documento di accusa – è il dubbio di alcuni – potrebbe paradossalmente rafforzare il premier. La mossa dovrà quindi essere calibrata nei minimi dettagli.

La sensazione è che tutto ruoterà attorno a un punto: Conte ha sbagliato a non chiudere l’Italia fin da subito e ha commesso un nuovo errore a riaprire il Paese troppo tardi. L’esecutivo avrebbe dovuto isolare i focolai al Nord. A fare le spese di queste decisioni, gli italiani e l’economia nazionale. Ilgiornale