Segnalati i 5 parlamentari che hanno riscosso il bonus per partita iva, nonostante l’indennità di 12 mila euro: fuori i nomi

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A segnalare l’accaduto ci ha pensato la direzione Centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’ Inps. L’organo creato da Pasquale Tridico per individuare le truffe ha messo in evidenza come 5 parlamentari, abbiano riscosso il bonus per gli autonomi durante l’emergenza sanitaria. Bonus di 600 euro, elevato poi a 1000. L’articolo denuncia è stato pubblicato stamattina su La Repubblica. I cinque furbetti di Montecitorio col bonus partita iva, nonostante l’indennità da deputati, hanno avuto l’agevolazione per il Covid. E non solo tra i beneficiari ci sarebbe anche un noto conduttore televisivo. Il direttore del giornale ha commentato: “Fuori i nomi, fuori dal Parlamento”. Perché in effetti non gli bastano i 12 mila euro di stipendio netti al mese, oltre ai privilegi e benefit di cui storicamente godono i parlamentari della Repubblica: dalle agevolazioni bancarie alla possibilità di viaggiare gratis, qualsiasi mezzo scelgano, a spese del contribuente. In realtà, però, dietro l’apparente vergogna, non ci dovrebbe essere nulla di illegale, perché i 5 parlamentari potevano farlo, per marzo e aprile, mentre per maggio quando l’assegno è salito a 1000 euro, oltre alla partita iva, occorreva dimostrare di aver subito una perdita del 33 % nel secondo bimestre 2020, rispetto al quello dello stesso periodo del 2019. Dunque nessuna truffa, ma quello che è certo è che i sei beneficiari, compreso il conduttore televisivo, non avevano necessità di quell’indennità, stanziata con l’obiettivo di aiutare gli italiani in difficoltà economica,mentre molte altre categorie sono rimaste fuori. Se uscissero i nomi, la rivolta sarebbe ad un passo. rassegnaitalia.info

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