Al vicepresidente Pd piace l’insulto alla Meloni

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Ora a spuntare è uno screenshot galeotto (nella foto) che potrebbe, o forse dovrebbe, avere anche altre conseguenze nei Palazzi della politica

Si complica ancora la brutta faccenda degli insulti (istituzionali) via social alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Perché non è bastato l’orribile post pubblicato sul suo profilo Facebook da Paola Pessina, ex sindaco Pd di Rho e vice presidente della prestigiosa Fondazione Cariplo. Quel «Giorgia Meloni sta diventando calva. L’eccesso di testosterone oltre che cattivi fa diventare brutti», rimosso solo dopo aver preso finalmente coscienza della sua gravità. E, per la verità, immediatamente seguito dalle sue dimissioni dall’illustre carica in Cariplo.

Perché ora a spuntare è uno screenshot galeotto (nella foto) che potrebbe, o forse dovrebbe, avere anche altre conseguenze in quei Palazzi della politica sempre così abituati a fare le pulci agli altri e molto meno a censurare almeno, quando evitare è troppo tardi, atteggiamenti discriminatori e soprattutto sessisti. Soprattutto se provenienti da un uomo delle istituzioni, e ancora una volta di sinistra, come il consigliere del Partito democratico e vice presidente del consiglio regionale Carlo Borghetti. Che, prima della cancellazione del post incriminato e dunque anche con una certa rapidità e verrebbe quindi da pensare anche compiacimento, ha messo il suo «like» alla derisione della Meloni, sottoscrivendo dunque quella bell’impresa della Pessina.

«La Boldrini si inginocchia, Fiano ci richiama al rispetto, Majorino ci fa sempre la solita lezioncina moralistica, il Pd ci spiega sempre il valore della solidarietà e delle diversità – denuncia il deputato di Fdi Marco Osnato – e poi il post che attacca in modo vergognoso Giorgia Meloni da chi è apprezzato? Dal consigliere regionale del Pd Carlo Borghetti che è anche vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia! Forse è il caso che cominci a pensare anche lui alle dimissioni da entrambe le cariche istituzionali Vero cari maestri di morale del Pd?». Parole condivise in una nota congiunta diramata dagli assessori regionali Riccardo De Corato e Lara Magoni che sottolineano come «la Pessina si è presa le sue responsabilità, ha chiesto scusa e ha rassegnato le dimissioni da vice presidente della Fondazione Cariplo, adesso ci aspettiamo che il vice presidente del consiglio regionale Carlo Borghetti che ricopre un’importante carica istituzionale, chieda subito almeno scusa».

Con il sospetto, dunque, che razzismo e sessismo e politicamente scorretto trovino casa a sinistra molto di più di quando si vorrebbe far credere. ilgiornale

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