LA CENSURA E LA FINE DELLE ILLUSIONI

in Editoriale

di Adriano Segatori

Michel Onfray, nel suo eccezionale saggio “Teoria della dittatura” commenta il famoso “1984” di Orwell attraverso l’analisi di quelli che lui titola come sette comandamenti.
Chi non coglierà nel tempo attuale, con il nostro governo di illegittimi inetti e con le opposizioni ingannevoli quando non velleitarie, la concretizzazione della profezia di Orwell, o è cieco e sordo nell’anima, oppure è succube e venduto nell’intelligenza.
Nel primo comandamento per l’attualizzazione della dittatura c’è l’interferenza del potere nella coscienza delle persone con il doppio metodo di attivare la solitudine e, contemporaneamente, di disattivarla nella creatività per annullarla in un collettivismo di Stato che tutto controlla e tutto condiziona. Il pensiero dissidente è crimine e ogni idea deve rientrare nell’ingranaggio mentale omologante. Gli apparati di informazione sono attivi a ciò, pressantemente.
Nel secondo, c’è l’impoverimento della lingua – vedi il politicamente corretto, il pensiero debole, la deculturizzazione della scuola – con il conseguente relativismo e omologazione mentale.
Nel terzo comandamento, in una cascata consequenziale, c’è il cambiamento semantico delle parole e la loro stessa possibile e simultanea contraddittorietà di significato. Allora il valore del significato viene a cadere a seconda del comunicatore. Se dai del verme ad un personaggio del sistema è una istigazione all’odio; se dici che Boccelli è “un cieco di merda” è una libera opinione. La verità è così abolita
Nel quarto si arriva, dopo la manipolazione del linguaggio e dello spirito critico soggettivo, quindi alla negazione delle realtà oggettiva sostituita da quella arbitraria strutturata dal regime, alla soppressione stessa della storia. Senza un passato di possibile riferimento e il controllo del futuro verso il quale proiettarsi, rimane un presente alienato e privo di riferimenti. L’attacco alla cultura rende impraticabile ogni possibilità di confronto, di esame e di giudizio.
Nel quinto, il potere è già sufficientemente attrezzato per negare la natura stessa, le sue leggi e il suo ordine. È da questa distorsione che nasce l’ideologia gender e i corollari alternativi quali gli uteri in affitto, le ineffabili mestruazioni maschili, il trapianto dell’apparato riproduttivo femminile nell’uomo ed altre manipolazioni perverse.
Il sesto prevede la creazione di un nemico sul quale attirare l’attenzione della massa per sviarla dai problemi più concreti. Ecco nascere il pericolo fascista, quello sovranista, quello complottista, quello omotransfobico, quello islamofobo: tante categorie utili per scaricare le frustrazioni e sopportare le vessazioni del potere.
Il settimo, e ultimo, è la costituzione di una oligarchia intoccabile, sostanzialmente liberale e classista, con una massa collettivizzata sorvegliabile e governabile grazie al progresso tecnologico: pensiamo ai vaccini, ai controlli con il bancomat, alle applicazioni di mappatura virale.
Qualcuno ha sentore che questa atmosfera sia quella che stiamo vivendo attualmente? Se sì avvertitemi e contiamoci, perché mi pare che il sistema abbia raggiunto già una buona quota di obbedienza, e mi piacerebbe essere smentito.

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