Beirut in ginocchio. Morti dispersi e feriti. Oltre 400mila senza più una casa

in Esteri

Le deflagrazioni sono state causate da 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. Il ministro della salute libanese Hamad Hasan ha comunicato ai cittadini libanesi: “Aria tossica, chi può lasci la città”.

Una nave della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) , ormeggiata nel porto di Beirut, è stata danneggiata e alcuni dei suoi marinai sono rimasti feriti.

Adiacente all’area devastata dalle esplosioni, l’edificio che ospitava i due principali quotidiani di Orient le Jour e al Nahar, è stato sventrato, anche la redazione di Daily star, quotidiano in lingua inglese, ha subito danni ingenti e risultano alcuni feriti nello staff del New York Times.

L’esplosione di ieri è stata la più potente mai subita da Beirut, una città ancora sfregiata dalla guerra civile tre decenni fa e in preda ad una profonda crisi finanziaria radicata in decenni di corruzione e cattiva gestione economica.

Il Primo Ministro libanese ha fatto una richiesta disperata di aiuto internazionale dopo che le doppie esplosioni hanno devastato la città di Beirut e fatto precipitare il paese in una profondamente crisi. 

Redazione

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