Beirut, esplose oltre 2750 tonnellate di nitrato di ammonio. La Croce Rossa: più di 100 morti. Il ministro della salute: “Chi può lasci la città”

in Esteri

Sale il bilancio delle vittime in Libano dopo le terribili esplosioni di ieri, nella zona del porto di Beirut, che hanno dilaniato la città: secondo la Croce Rossa locale sarebbero oltre 100 i morti, più di 4000 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime, e cento i dispersi. Numeri provvisori, destinati ad aggravarsi nell’arco della giornata. La capitale del Libano è piombata nel sangue, nel caos, nella disperazione, in un incubo che il governatore, Marwan Abboud ha sintetizzato così: “Sembra quello che è successo a Hiroshima e Nagasaki”. Le scene sono di spaventosa devastazione: moltissimi gli edifici danneggiati seriamente nel raggio di chilometri. Tra questi anche il palazzo presidenziale e diverse ambasciate. 

Il ministro della salute Hasan: “Lasciate Beirut”
Il ministro della salute libanese Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut. A causare la devastazione due potenti esplosioni di nitrato d’ammonio in un deposito. Hasan afferma infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria potrebbero avere effetti a lungo termine mortali. Dirigenti militari Usa ipotizzano che sia stato un attentato. Proclamato lo stato d’emergenza per due settimane e per oggi il lutto nazionale. Un militare italiano tra i feriti.

Cosa ha provocato l’esplosione
A provocare le esplosioni è stato un carico di nitrato di ammonio di oltre 2700 tonnellate che era conservato in un magazzino nei pressi del porto dopo esser stato confiscato sei anni fa. Il ministro degli interni Mohammed Fahmi ha riferito spiegando che da una prima ricostruzione il nitrato di ammonio sarebbe stato posizionato nel magazzino dopo esser stato sequestrato da una nave mercantile nel 2014.Beirut, l’enorme esplosione investe l’uomo che sta girando il video: l’onda d’urto in soggettiva

Testimoni riferito di aver visto una nuvola arancione come quella che appare quando viene rilasciato gas tossico di biossido di azoto dopo un’esplosione che coinvolge nitrati e nel Paese è forte la preoccupazione anche per le tossine presenti ora nell’aria.

CLAUDIO GALLO

Le esplosioni sono state registrate dai sismografi come un terremoto di magnitudo 3.3, secondo i dati del servizio geologico statunitense Usgs. La magnitudo riportata non è comunque direttamente paragonabile a un sisma di dimensioni simili, essendo l’esplosione libanese avvenuta in superficie (al contrario di un’onda sismica). Libano, il momento della devastante esplosione nella zona portuale di Beirut

Ad  UnmuteMirna Doumit, presidente dell’Ordine degli infermieri di Beirut, ha confermato ad al-Jazeera che tre ospedali di Beirut sono stati “completamente distrutti” e altri due “parzialmente distrutti”. “Abbiamo dovuto trasferire i pazienti in altri ospedali – ha detto – Altri due ospedali sono parzialmente distrutti. E’ una catastrofe”. Così i pazienti vengono curati nei parcheggi degli ospedali o di quello che resta di queste strutture. Al Arabiya racconta di medici e paramedici impegnati a liberare le strade di accesso dalle macerie, mentre i feriti che continuano a essere trasportati ricevono le prime cure nei parcheggi.

Trump: “Sembra un terribile attacco”. Fonti della Difesa Usa lo contraddicono 
Il presidente americano, Donald Trump, ha detto che le esplosioni che hanno sconvolto Beirut sono state causate da una bomba, spiegando che questa tesi è avallata anche dai generali americani. Ma tre fonti della Difesa Usa anonime, citate dalla Cnn, hanno contraddetto il presidente, affermando che al momento non ci sono indicazioni di attacco. 

Ex agente Cia: “Non è solo nitrato di ammonio”
Non è convinto che il nitrato di ammonio sia l’unico responsabile delle potenti esplosioni che hanno devastato Beirut un ex agente della Cia con grande esperienza in Medio Oriente. Secondo Robert Baer, citato dalla Cnn, i video delle esplosioni mostrano che il nitrato di ammonio potrebbe essere stato presente nel magazzino da cui è partita l’esplosione, ma l’ex agente della Cia non crede che sia stato l’unico responsabile della massiccia esplosione che ne è seguita. Baer ritiene ci fossero munizioni militari e cariche esplosive e che si trattava forse di un deposito di armamenti. “Era chiaramente esplosivo militare – ha detto – Non era fertilizzante, come nitrato di ammonio”. “Guardate la palla (di fuoco) arancione e chiaramente – ha affermato – è esplosivo militare”. Tutto il bianco che si vede nei filmati prima dell’esplosione più potente, ha aggiunto, è probabilmente segno della presenza e della combustione di nitrato di ammonio. 

Cosa è accaduto
Sembrava un fungo atomico quello sollevato dalla tremenda esplosione che ha devastato Beirut e ha fatto una strage. La deflagrazione e’ avvenuta in un deposito nei pressi del porto, dov’erano custodite 2.700 di nitrato di ammonio, confiscate anni fa a contrabbandieri. Una sostanza pericolosissima che e’ deflagrata forse per le scintille sprigionatesi durante un’operazione di saldatura nel magazzino. L’effetto è stato apocalittico: un boato udito fino all’isola di Cipro, distante piu’ di 200 chilometri, un urto pari a quello di un terremoto di magnitudo 4.5.

La capitale del Libano e’ piombata nel sangue, nel caos, nella disperazione, in un incubo che il governatore, Marwan Abboud ha sintetizzato cosi’: “Sembra quello che e’ successo a Hiroshima e Nagasaki”. Le scene sono di spaventosa devastazione: moltissimi gli edifici danneggiati seriamente nel raggio di chilometri. Tra questi anche il palazzo presidenziale e diverse ambasciate. Indenne la rappresentanza diplomatica italiana. Nella citta’ e’ stato proclamato lo stato d’emergenza per due settimane.

Tra le migliaia di feriti, un militare italiano della forza internazionale Unifil. Sta bene, e’ stato lui stesso a informare i suoi familiari. La Farnesina sta monitorando l’eventuale coinvolgimento di altri italiani, che al momento non risulta. Gli ospedali di Beirut sono entrati immediatamente in crisi, investiti dall’ondata immane di feriti. continua …..