Coronavirus nel mondo, Usa: “Vaccino a ottobre”. Preoccupano Cina e Israele, coprifuoco in Belgio

in Esteri/Salute

La pandemia da Covid-19 raggiunge l’ennesimo doloroso traguardo: il bilancio a livello planetario registra infatti il superamento della soglia dei 650 mila morti a causa del nuovo coronavirus. Al momento il numero esatto è di 654.052, ma è chiaro che si tratta di un dato che purtroppo si sta ingigantendo di ora in ora, se non di minuto in minuto. La media dei decessi è ormai superiore alle cinquemila unità, con picchi di sette-ottomila decessi accertati al giorno.  Il virus diffusosi dalla fine dello scorso anno dalla provincia cinese dell’Hubei è tuttora in fase crescente: basti pensare che dei quasi 16,5 milioni di infezioni avvenute fino a oggi, ben 5 milioni sono state censite solo a partire dal primo luglio. Attualmente il focolaio mondiale della pandemia è l’America Latina seguita, in Asia meridionale, dall’immenso triangolo formato da Bangladesh, India e Pakistan, un’area del pianeta che ospita quasi un quinto della popolazione mondiale e dove il virus si sta espandendo a macchia d’olio nella quasi totale assenza di un sistema sanitario in grado di contrastarlo efficacemente. Argentina, superati i 3.000 morti L’Argentina ha superato nelle ultime ore la soglia dei 3.000 morti per Covid-19 e il ministro della Sanità, Ginés González García, ha ammesso che il Paese “sta attraversando un momento difficile”. Secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie argentine, segnala l’agenzia di stampa Telam, nelle ultime 24 ore vi è stato un record di 121 morti, e questo ha portato il totale da marzo a quota 3.059, mentre il numero dei casi è salito a quota 167.416. La situazione nei centri di rianimazione resta comunque gestibile, perché la percentuale di occupazione dei letti è del 54,2% a livello nazionale (1.002 pazienti), e del 63,5% a Buenos Aires e provincia, dove si concentrano fra l’altro da tempo oltre il 90% dei contagi. González García ha difeso le misure di prevenzione adottate dal governo per mitigare la pandemia e ha avvertito che le discussioni sull’utilità della quarantena non si debbono svolgere come se si trattasse di una partita di calcio.   Stati Uniti, vaccino da qui alla fine dell’anno Da un punto di vista strettamente numerico, il paese più colpito restano ancora gli Stati Uniti, soprattutto Florida, California, Texas, Arizona, Carolina del Sud e del Nord. Proprio qui il presidente Donald Trump si è recato nelle ultime ore, evocando la possibilità che un vaccino contro il Covid-19 possa essere disponibile “da qui alla fine dell’anno”. Il farmaco al quale si riferisce il Tycoon è quello che dovrebbe essere prodotto dalla Moderna che, a detta di Trump, è ormai giunta “nella fase tre della sperimentazione clinica”. Un “tempo record” nella messa a punto del farmaco che – ha spiegato sempre il presidente – “rappresenta il passaggio finale prima dell’approvazione”. La novità è l’apertura sulla questione del massimo esperto in materia: l’immunologo a capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, Anthony Fauci. “Non posso garantire il successo – puntualizza Fauci – per questo si fanno i test clinici. Ma le premesse sono buone”. “Con il freddo, negli Stati Uniti oppure anche in Italia, in inverno, soprattutto nel nord d’Italia, ci sarà la possibilità, non l’inevitabilità, bensì la possibilità di una seconda ondata”, ha detto precisando che gli Usa si trovano “ancora nel bel mezzo della prima (ondata, ndr), visto che la curva non si è mai veramente abbassata. Noi siamo veramente nei guai”.  Opinione diversa da quella dell’Organizzazione mondiale della Salute, secondo cui il virus non si comporta in modo stagionale come l’influenza. “Le persone ancora pensano alle stagioni”, ha spiegato la portavoce Harris, “quello che dobbiamo tutti capire è che questo virus è nuovo e si comporta diversamente”. Intanto il bilancio giornaliero del paese sembra prendere una curva leggermente meno pesante di quella degli ultimi giorni. Nell’arco delle 24 ore, sono stati diagnosticati circa 57mila casi e 679 morti. Il presidente americano Donald Trump ha esortato i governatori di alcuni Stati ad allentare le restrizioni imposte, in netto contrasto con i consigli  che i membri della task force per il coronavirus della Casa Bianca stanno dando. Esperti come il virologo Anthony Fauci, infatti, ritengono che gli Stati con un numero elevato di casi dovrebbero chiudere bar e ristoranti se non lo hanno già fatto. A questo proposito, la sindaca di Washington, Muriel  Bowser, ha deciso di imporre la quarantena a chiunque provenga da 27 Stati americani considerati ad alto rischio a causa della pandemia di  coronavirus: tra questi, Arkansas, Arizona, Alabama, California,  Delaware, Florida, Georgia, Idaho, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, Nuovo Messico, Ohio, Texas e Utah. L’ordine – valido fino al 9 ottobre, con un aggiornamento ogni due settimane – considera stati critici quelli nei quali vengono  registrati ogni giorno più di dieci contagi ogni 100mila abitanti. Cina in allerta Altri 68 casi confermati di COVID-19 sono stati segnalati ieri in Cina continentale, comprese 64 infezioni trasmesse a livello locale e 4 provenienti dall’estero, oltre a 34 nuovi asintomatici. Cinquantasette dei sessantaquattro contagi a livello locale sono stati riportati nella Regione autonoma dello Xinjiang Uygur, sei sono stati registrati nella provincia del Liaoning e uno nella municipalità di Pechino. Non si segnalano ulteriori decessi correlati al nuovo coronavirus né nuovi casi sospetti nel Paese.  Altri 16 pazienti COVID-19 positivi sono stati dimessi da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi. Al 27 luglio, la Cina continentale aveva registrato un totale di 83.959 casi confermati di contagio, compresi 391 pazienti ancora in cura, di cui 20 in gravi condizioni. I decessi COVID-19 correlati restano sempre fermi a quota 4.634. Dei quattro nuovi casi”importati”, due sono stati segnalati nella municipalità di Shanghai, uno nella capitale Pechino e un altro nella provincia dello Yunnan.  Hong Kong alla terza ondata Hong Kong per il settimo giorno consecutivo è oltre quota 100 nuovi casi. Finora il numero totale delle infezioni è di circa a 2.778, con 22 decessi con COVID-19. L’ex colonia britannica ha assunto, per quella che definisce la sua “terza ondata” epidemica, misure di distanziamento fisico più stringenti, limitando il numero di persone in luoghi pubblici fino a due e chiudendo durante il giorno i ristoranti. Israele, posti esauriti in quattro ospedali Resta elevato in Israele il tasso di diffusione del coronavirus. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 2.001, pari al 7,7% dei test condotti ieri. Il numero complessivo dei casi positivi è salito a 64.649. Le persone infette (in base a nuovi criteri stabiliti del ministero della Sanità) sono adesso calate a 32.052, delle quali 31.292 si trovano nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi. Negli ospedali sono ricoverate 760 persone, 321 delle quali in condizioni gravi e di queste 97 in rianimazione. Nei reparti di coronavirus degli ospedali israeliani si comincia intanto ad avvertire la pressione dei nuovi malati ed in quattro centri medici del Paese si registra adesso il ‘tutto esaurito’. Finora il bilancio dei decessi è di 480.  Nella prima ondata di coronavirus, da marzo alla fine di giugno, si erano registrati in Israele 24 mila casi positivi. Nella seconda ondata, iniziata gradualmente nella seconda metà di giugno, se ne sono poi aggiunti altri 40 mila. Ronni Gamzu, il nuovo coordinatore nazionale per la pandemia, dovrebbe presentare oggi il suo piano per contenere la seconda ondata di Covid. Secondo quanto emerso in questi giorni sui media locali, l’intenzione di Gamzu sarebbe quella di evitare a tutti i costi l’imposizione di un nuovo confinamento totale, scenario che è sembrato imminente nelle ultime settimane e che il ministro della Salute, Yuli Edelstein, riteneva “inevitabile” una volta superate le 2 mila infezioni al giorno. Attualmente ci sono poche restrizioni in vigore in Israele, dove non ci sono limitazioni ai movimenti e la stragrande maggioranza dei negozi è aperta anche se ci sono restrizioni nei fine settimana per bar e luoghi di incontro. Il Paese rimane chiuso all’arrivo di stranieri e turisti e impone una quarantena di 14 giorni ai cittadini stranieri. Il malcontento della popolazione per la gestione dell’emergenza e la crisi economica derivata si concentra contro il primo ministro, Benjamin Netanyahu, contestato da vaste proteste di piazza che ne chiede le dimissioni. Iran E’ il Paese mediorientale più colpito dalla pandemia di Covid-19 e ha registrato il bilancio più  pesante dall’inizio dell’emergenza sanitaria, con 235 morti nelle ultime 24 ore. “Abbiamo perso 235 nostri compatrioti a causa del Covid-19”, ha dichiarato la portavoce del ministero della Sanità iraniano, Sima Sadat Lari, nel corso di un punto stampa. Il totale dei decessi nella  Repubblica islamica sale così a 16.147. Rispetto a ieri si contano anche 2.667 nuovi positivi, per complessivi 296.273 contagi. Europa Sono più di ventimila i decessi per Covid-19 nell’Europa centro-orientale dall’inizio della pandemia. Lo si evince dai dati ufficiali delle autorità nazionali della regione, raccolti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e aggiornati al 27 luglio, in base ai quali il totale di morti per Covid-19 nella regione è a quota 20.163.    A registrare il numero più alto di decessi nell’area è la Germania, che al 27 luglio ha toccato quota 9.118. Segue a distanza la Romania (2.187 vittime collegate al virus), uno dei Paesi della regione più colpiti dall’epidemia, in particolare nelle ultime settimane. In rapporto alla popolazione, è la Macedonia del Nord il Paese dell’Europa centro-orientale e dei Balcani ad aver registrato più decessi per Covid-19 ogni milione di abitanti (221), contro i 580 dell’Italia.  Germania, mascherine all’aperto “Dobbiamo evitare che il virus si diffonda un’altra volta rapidamente e in maniera incontrollabile. L’evoluzione della pandemia in Germania è nelle nostre mani”, ha detto il capo dell’Istituto Robert Koch Wieler aggiungendo che i tedeschi devono proseguire nelle misure di prevenzione come lavarsi spesso le mani e mantenere le distanze di sicurezza. Le mascherine non devono essere indossate soltanto nei luoghi chiusi ma anche all’aperto se il distanziamento non può essere rispettato, ha aggiunto.  Wieler ha dichiarato anche che i tedeschi stanno riportando il virus dalle loro vacanze, questo è uno dei motivi dell’aumento dei casi ma ha anche sottolineato i contagi sul luogo di lavoro e nelle feste all’aperto. Attualmente in Germania si contano 206.242 casi e 9.122 morti. In media negli ultimi sette giorni, in Germania sono stati registrati 557 nuovi casi ogni 24 ore, una media più alta dei 350 di giugno. “Non sappiamo ancora se sia l’inizio di una seconda ondata, ma potrebbe esserlo. Sono comunque ottimista, se seguiremo le regole di igiene possiamo prevenirla, sta a noi”. Il ministero degli Esteri tedesco ha diffuso una raccomandazione con la quale sconsiglia i viaggi non  essenziali nelle regioni spagnole della Catalogna, della Navarra e  dell’Aragona, dove nei giorni scorsi è stato registrato un picco di nuovi contagi da coronavirus. La raccomandazione di Berlino arriva all’indomani di quella emessa dalla Gran Bretagna, che ha sconsigliato i viaggi non essenziali in Spagna, imponendo tra l’altro la quarantena a chiunque provenga da Paese. Già venerdì scorso la Francia aveva  raccomandato di non viaggiare in Catalogna. Belgio impone coprifuoco La provincia belga di Anversa corre subito ai ripari e impone un coprifuoco notturno, tra le 23.30 e le 6 del mattino, durante il quale si dovrà restare a casa, tranne che per gli spostamenti essenziali come andare al lavoro o all’ospedale. Nella provincia si concentra il 47% dei nuovi contagi della scorsa settimana in Belgio. “La situazione epidemiologica nella regione di Anversa ci obbliga sfortunatamente ad adottare delle misure supplementari”, ha dichiarato la governatrice Berx, che ha invitato i residenti a “restare a casa il più possibile” e i visitatori “a non venire”.  Oltre al coprifuoco notturno, Berx ha annunciato la chiusura di bar e ristoranti alle 23, l’invito a ricorrere al telelavoro, l’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici per i maggiori di 12 anni e dove non può essere garantita la distanza fisica di 1,5metri. Vietati infine gli sport di contatto.  Russia  Sono 5.395 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi accertati nel Paese sale così a 823.515, il quarto al mondo in termini assoluti. Lo riferisce il centro operativo russo anticoronavirus precisando che nel corso dell’ultima giornata 150 persone sono morte a causa del virus Sars-Cov-2. Il totale ufficiale delle vittime del nuovo virus in Russia sale così a 13.504.  Ucraina, 900 casi in 24 ore In Ucraina sono stati registrati 919 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, che portano a 66.575 i contagi accertati dall’inizio dell’epidemia. Nel corso dell’ultima giornata, 13 persone sono decedute a causa del virus Sars-Cov-2 facendo salire a 1.629 il totale delle vittime della nuova malattia. rainews