Disoccupati Usa frenano le Borse. Su Milano il peso delle banche, ma spread ai minimi pre-Covid

in Economia

Chiusura sottotono per l’Europa, con Milano più indietro rispetto alle principale piazze continentali. Il Ftse Mib ha perso lo 0,7%. Dopo un avvio positivo, Milano ha registrato un andamento volatile, con le banche che hanno zavorrato la performance del Ftse Mib, alla luce delle indiscrezioni sulla possibile richiesta da parte della Banca centrale europea di non distribuire dividendi per tutto il 2020, nonostante l’accordo sul Recovery Fund continui a tenere sotto controllo lo spread tra BTp e bund. Quest’ultimo è sceso ai minimi da fine febbraio sotto quota 150 punti. 

Inizialmente gli indici europei erano stati sostenuti dalla chiusura positiva di Wall Street alla vigilia, concentrandosi sui passi avanti fatti dal Congresso Usa sul tema del pacchetto di aiuti a sostegno dell’economia, che ha messo in secondo piano le preoccupazioni provocate dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina, soprattutto dopo che ieri Washington ha ordinato la chiusura del consolato cinese a Houston. I dati arrivati poi nel pomeriggio da Oltreoceano e l’andamento debole del Dow Jones hanno fatto perdere slancio ai listini del Vecchio Continenti. 

A deludere il mercato sono state in particolare le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa: oltre 1,4 milioni di euro, in aumento rispetto alla settimana precedente e più di quanto previsto dagli analistiProsegue l’effetto coronavirus sulle nuove richieste dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, che restano costantemente sopra il milione per la diciottesima settimana consecutiva; il dato è leggermente più alto delle attese. Il numero dei lavoratori che per la prima volta ne hanno fatto richiesta, la scorsa settimana, è aumentato di 109.000 a 1,416 milioni di unità, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 1,3 milioni. E’ la prima volta da fine marzo che i numeri delle richieste sono in aumento rispetto alla precedente settimana. Wall Street è in leggero calo.

A Milano, sotto la lente rimangono Intesa Sanpaolo e Ubi, mentre si avvicina la scadenza dell’offerta lanciata dall’istituto guidato da Carlo Messina: in discesa di oltre un punto percentuale entrambe i titoli. Ma a pesare su Piazza Affari è proprio l’andamento delle banche (-1,8% il sottoindice di settore): tutti deboli i principali titoli con Banco Bpm giù del 3% e Unicredit che ha nuovamente smentito l’interesse a operazioni di aggregazione in flessione del 2,4%. In coda al Ftse Mib c’è Diasorin (-3,3%) travolta dalle indagini sui test sierologici. In rialzo Fca dopo la recente debolezza provocata dalla notizia sulle indagini per il dieselgate condotte dalla magistratura tedesca. Bene anche Campari grazie al miglioramento delle stime da parte della concorrente francese Pernod Ricard. Ancora giù Eni, già penalizzata nella seduta di mercoledì 22 dalla debolezza del petrolio e dalla richiesta di condanna a 8 anni per l’attuale Ceo Descalzi da parte della Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta per la presunta tangente in Nigeria. Tra le migliori Unipol e Cnh Industrial.

Tre opa in dirittura d’arrivo a Piazza Affari. Martedì 28 luglio si chiuderà l’operazione più attesa, cioè l’offerta pubblica di scambio e acquisto di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca: secondo i dati aggiornati al 23 luglio le adesioni hanno raggiunto il 26%. Con venerdì 24 invece si chiudono l’opa di Newlat su Centrale del Latte d’Italia e quella dei giapponesi di Agc su Molmed: la prima ha per il momento raggiunto adesioni pari al 26% circa delle azioni in oggetto e questo permetterebbe all’offerente, che già detiene il 47%, di superare il 60% in Centrale del Latte; la seconda vede i giapponesi di Agc al 64% nel capitale della società di biotech Molmed.

Nel resto d’Europa sono le trimestrali a orientare i movimenti più consistenti sui titoli quotati: a Parigi grande protagonista Publicis, il gruppo dell’advertising che ha rilasciato numeri semestrali migliori delle previsioni; a Londra in evidenza Unilever sia per la trimestrale sia per il progetto di spin off del ramo d’azienda relativo al tè Lipton; a Francoforte ancora pesante Wirecard dopo l’arresto dell’ex fondatore da parte della Procura di Monaco che indaga sullo scandalo della truffa nella società di pagamento; a Madrid sale Cellnex Telecom: la società delle torri, con in portafoglio molti asset italiani e partecipata dalla famiglia Benetton, ha varato un aumento di capitale da 4 miliardi per finanziare nuove acquisizioni. 

Continua il rally dei titoli di Stato italiani che consolidano i guadagni dopo l’accordo Ue sul Recovery Fund. Il calo dei rendimenti (che si muovono in modo inverso rispetto ai prezzi) ha portato il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il pari durata tedesco ai livelli precedenti al lockdown, ovvero a 146 punti in chiusura, dai 151 punti base segnati alla vigilia. I guadagni sul secondario si esprimono in un rendimento del BTp decennale benchmark sotto quota 1% per la prima volta dagli inizi di marzo: in chiusura il rendimento del benchmark decennale italiano si attesta allo 0,98% dall’1,05% della vigilia

Intanto la fiducia dei consumatori tedeschi, stimata per il mese di agosto dall’istituto Gfk, migliora rispetto al mese precedente e alle aspettative di mercato. Gfk segnala un indice ancora negativo (-0,3%) ma in deciso miglioramento rispetto a quello di luglio (-9,4%). Il dato è nettamente migliore delle attese del mercato: -4,8 per cento.

Sul mercato dei cambi, l’euro passa di mano a 1,1588 dollari (1,159 alla vigilia e in avvio), e a 123,955 yen (124,16 e 124,22), quando il biglietto verde vale 106,9595 yen (107,11 in avvio). Infine, è debole il prezzo del petrolio con il contratto scadenza Settembre sul Wti a 41,65 dollari al barile (-0,6%) e quello sul Brent del Mare del Nord a 43,88 dollari al barile (-0,93%). Oro a 1896 dollari l’oncia.

Il pound perde terreno sia nei confronti dell’euro sia verso il dollaro. La Gran Bretagna e l’Unione Europea non riusciranno a raggiungere l’obiettivo di arrivare a definire entro luglio una bozza di accordo per un nuovo trattato commerciale fra le parti che sarebbe dovuto entrare in vigore dopo l’attivazione effettiva della Brexit il 31 di dicembre 2020. E’ quanto ammesso in un comunicato il caponegoziatore per il Regno Unito David Frost. “Sfortunatamente è chiaro che non raggiungeremo in luglio – ha detto – una prima intesa sui principi che dovrebbero sottendere qualsiasi accordo, come da obiettivi indicati nella riunione di alto livelli del 15 di giugno”. Il riferimento è alla video conferenza che si è tenuta in quella data fra il primo ministro britannico Boris Johnson, la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del consiglio europeo Charles Michel. Dopo quel meeting, Johnson aveva dichiarato di “non vedere alcuna ragione per cui non dovremmo riuscirci entro luglio”. 

Borse asiatiche in ordine sparso mentre Tokyo è chiusa per festività. Gli investitori hanno continuato a monitorare un picco delle infezioni da Covid-19 in diversi Paesi, poiché i casi globali sono saliti oltre 15 milioni ieri, di cui quasi 4 milioni negli Stati Uniti, il Paese più colpito. A Sydney, l’Asx 200 S&P ha chiuso in rialzo dello 0,32% mentre a Seoul il Kospi ha terminato in calo dello 0,56%. L’indice Shanghai Composite è sceso dello 023%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,75%. Ilsole24ore

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