Coronavirus, il caso Savona: crescono i contagi e gli isolati sono già 1600

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Le quarantene superano i numeri dei giorni critici della prima fase del lockdown. «Dobbiamo agire in modo coordinato». In pochi giorni oltre 1.700 tamponi

La rete dei contatti e dei contagi è quasi tracciata, ma in provincia crescono ancora i positivi: ieri ne sono stati scoperti altri dieci, che fanno salire il conto a 66 persone che hanno contratto il virus. È bastata una cena a base di pesce crudo, al “Best Sushi” di Savona, a innescare una catena che ha chiuso in casa 1.580 persone. Tante sono le ordinanze di sorveglianza attiva emesse dall’Asl 2 in una sola settimana.

I numeri riportano ai giorni neri di marzo e aprile, anzi superano di gran lunga le 1.273 quarantene del 24 aprile. A un tale numero di isolamenti corrispondono “solo” 7 ricoveri in ospedale (comunque uno in più di martedì), mentre tutte le altre persone stanno bene e sono in prevalenza asintomatiche. L’arma dei savonesi, a questo punto, dovrà essere la pazienza: i tempi per tornare alla normalità non sono brevi, neppure nel caso in cui il tampone al quale sono stati sottoposti tutti i clienti del ristorante e i loro contatti sia risultato negativo. A spiegare il meccanismo che tiene sulle spine migliaia di persone è il nuovo primario del dipartimento di Igiene pubblica dell’Asl2, Virna Frumento. «La cena risale all’8, ma l’allarme è scattato il 15 luglio e in una settimana siamo riusciti a stringere il cerchio – spiega Frumento – Abbiamo rintracciato i clienti del ristorante, sottoponendoli al tampone e avviando la procedura di sorveglianza. lastampa

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