IPOCRITA INDIGNAZIONE

in Editoriale

di Adriano Segatori

“Operazione Delirio” l’hanno chiamata: una approfondita operazione giudiziaria con 25 persone arrestate, di cui 19 minorenni e 6 maggiorenni, residenti in 13 diverse provincie italiane.

Il titolo è mediaticamente accattivante, ma clinicamente errato. Perché gli spettatori delle lugubri e criminali performance di violenze, abusi e uccisioni di bambini in quel tenebroso antro del dark web, così come gli esecutori materiali, non sono affatto folli. Loro hanno una precisa cognizione della realtà ed un oggettivo criterio di conoscenza del bene e del male, solo che hanno scelto – con la totale capacità di intendere e di volere – il male. 

Trovo vergognoso che certa politica si scandalizzi e si indigni. Mi meraviglio della loro meraviglia.

Chi ha sostenuto e sostiene personaggi come Mario Mieli, Michel Foucault ed altri fautori della liberazione senza limiti, che altro non è che lo sdoganamento delle perversioni, non hanno diritto di lamentela.

Questo è il vostro mondo – cupo, depravato e vizioso – e dovete farvene carico senza usufruire di scappatoie psicologiche o giustificazionismi sociologici.

Si è negato il limite, ogni limite, quello della stessa natura, e adesso beccatevi una realtà angosciante e terrifica.

Come specifica Charles Melman, grande psicoanalista contemporaneo, abbiamo a che fare con <<un soggetto allo stato bruto>>. Eliminato il sacro e il limite – il <<Dio Termine>> che Feuerbach pone <<all’entrata del mondo in funzione di sentinella. La condizione di entrarvi è l’auto-limitazione>> – tutto è possibile. 

Un tempo l’uomo aveva il senso del desiderio, quello che l’analisi ritiene giustamente il motore della realizzazione di sé. Oggi prevalgono le voglie, incontrastabili, immediate e sempre inappagate, per una soddisfazione istintuale e consumistica.

Dalla pedofilia al femminicidio, dall’organizzazione del lavoro al rapporto politico, il filo conduttore è sempre uno: l’uomo come oggetto da sfruttare, da spremere a piacimento fino alla sua rottamazione.

<<La perversione diventa una norma sociale>>, avverte Melman, e con essa la psicopatia che è la prassi comportamentale tra le persone. È così che i più deboli diventano docili oggetti di godimento dell’altro.

Nell’operazione indicata molti sono giovani. E molti cadono pure dalle nuvole. Ma la spiegazione è di una semplicità disarmante – molto più complessa e difficile è la strategia per affrontarla.

Con la complicità becera tra istituzioni e figure genitoriali, ormai il giovane esperimenta tutto ciò che è sperimentabile in tempi e con modalità impensabili fino a pochi decenni fa. E poi interviene la noia. 

Poco tempo fa, il direttore di un consultorio mi ha confidato la sconfitta dell’esperienza di prevenzione: droghe, aborti, gravidanze indesiderate, bullismo e altre condizioni patologiche in costante aumento. 

Il motivo è semplice, e per una volta devo concordare con Umberto Galimberti: si è ridotta l’educazione, che è prima di tutto sentimento ed emotività, ad istruzione meccanica del funzionamento fisiologico. Quindi l’uomo cosificato e la relazione un rapporto tra meccanismi.

A

Hillman direbbe: avete negato la bellezza salvifica dell’anima, e adesso vi trovate la condanna orribile della disperazione.Questa realtà è tutta vostra.

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