Se c’è odore di dittatura.

in Opinione


Di Alessio Papi
Uno dei peggiori sintomi di perdita di democrazia è la totale mancanza di un’informazione libera.
Non sarà sfuggito ai più il fatto che casualmente, le testate più “catastrofiste” in fatto di covid19 siano anche le più filo-governative.
Per un fare un brutto paragone chi tifa Conte tifa per il covid insomma, al Premier de’ noantri conviene lo stato d’emergenza.
L’Italia è uno dei paesi con la più alta concentrazione editoriale.
Il panorama Tv non è messo bene, se si esclude la Rai, di stato e quindi filogovernativa per definizione, rimangono il gruppo Mediaset (del quale è superfluo parlarne) e La7 del gruppo Cairo (il quale ha una forte quota di Rcs).
Disarmante anche il quadro della carta stampata.
I maggiori quotidiani e periodici nazionali sono in mano al gruppo Rcs di cui Cairo è presidente, e Gedi Editoriale, presieduta da Elkann sotto il controllo della famiglia Agnelli.
La grande industria e l’imprenditoria, spesso sovvenzionate dallo stato e che vanno a braccetto con la politica, sono i proprietari del 90% dell’editoria italiana.
In un quadro così disarmante non stupisce il tifo per governo e pandemia.
La grande finanza parteggia per se stessa, ma al contempo ha la necessità di mantenere lo “status quo” meglio se con un governo “distratto”.
Il governo giallo-rosso sta utilizzando lo spauracchio del virus per rimanere in sella e allungare il brodo cercando di “sistemare” le grandi questioni care ai proprietari della stampa.
Ne è un caso la vicenda autostrade (di Benetton) dove lo stato ha letteralmente comprato le azioni di proprietà di Atlantia (a spese dei contribuenti) anziché revocare la concessione regalando (di fatto) in borsa il 25% agli azionisti, molti dei quali investitori internazionali.
Una eventuale tornata elettorale potrebbe portare (non solo in Italia) le destre euroscettiche al governo, un come già accaduto in Polonia dove, la vittoria della destra tradizionalista di Duda, è stata cancellata dai media europei per volontà della “cupola del politicamente corretto”.
A riprova di quanto sopra descritto, l’improvviso allarme della Ue di un probabile ricaduta Covid ad Ottobre.
Un nuovo stato di emergenza propedeutico servirebbe a salvare le istituzioni europee dalla disgregazione, specialmente dopo il probabile fallimento del Mes.
I grandi gruppi finanziari hanno necessità di stabilità politica e di controllo sulle economie nazionali.
In quest’ottica ben vengano strumenti come il Mes che vincolano le politiche economiche nazionali al controllo europeo.
Se da una parte vengono distrutte le prerogative sociali di una nazione, dall’altra vengono tutelate le risorse finanziarie e i capitali dei grandi gruppi guarda caso, proprietari della maggior parte della stampa nazionale.
Questo governo tra finti proclami e baggianate varie, sta portando il paese verso una dittatura politico-finanziaria.
Proclamandosi anti-casta stanno facendo “il lavoro sporco” per i grossi gruppi finanziari.
Nell’aria c’è l’odore acre (ma sarebbe meglio dire la puzza) di una sottomissione tecnocratico-economica di un popolo.
Se vogliamo restare liberi, covid o non covid, mandiamoli di corsa a casa.

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