Santa Sofia, le mire del sultano e una Chiesa tiepida troppo occupata con la salvaguardia del creato

in Esteri

Comunque andrà con l’Aja Sofia(Santa Sapienza), la Dichiarazione di fratellanza universale firmata ad Abu Dhabi dall’imam di Al Azar e dal papa, rivela tutta la sua utopia dinanzi alle ragioni politiche di colui che si ritiene il nuovo sultano. Che contrasto con la lezione di Benedetto XVI all’università di Regensburg il 12 settembre del 2006, in cui affermava che la violenza è contraria alla ragione! La mancanza di ragione costituisce una delle peggiori patologie della religione; invece di proporre e diffondere la fede con la ragione, si ritiene ancora oggi di imporla con la forza.

Purtroppo, il dialogo ideologizzato ha indotto i cattolici al relativismo, nonostante Paolo VI abbia scritto: “La sollecitudine di accostare i fratelli non deve tradursi in un’attenuazione della verità…il nostro dialogo non può essere una debolezza rispetto all’impegno della nostra fede…non si può transigere con i principi teorici e pratici della nostra professione cristiana”(Enciclica Eclesiam suam).
I patriarchi di Costantinopoli e di Mosca, nei loro comunicati, fanno riferimento ai fasti di Santa Sofia, per paventare la fine della concordia e della pace interreligiosa. Flebili proteste! E così, mentre in Europa i politici favoriscono la diffusione di moschee, in Turchia Erdogan ‘schiaffeggia’ i cristiani del mondo, spingendo alla trasformazione di Santa Sofia in moschea.

Tra i territori dell’ex impero ottomano la Turchia aveva fino alla fine del secolo XIX la più forte percentuale di cristiani: armeni (2.000.000), greci (1.500.000), siro-giacobiti e assiro-caldei (alcune centinaia di migliaia); il 20% dell’intera popolazione; si aggiunga un mezzo milione di ebrei; da Istanbul fino all’est convivevano con i musulmani. Il massacro degli armeni e il ‘rimpatrio’ dei greci d’Anatolia, avvenuti nel secolo XX rendono oggi la Turchia, tra i paesi del Medioriente, quello che ha ufficialmente il minor numero di cristiani: intorno ai 100.000, su oltre 60 milioni d’abitanti musulmani. Ma la cifra può essere ben più alta in ragione di un certo numero di ‘cripto-cristiani’ e di immigrati. Fino a qualche anno fa, si stimavano tra 40 e 50.000 armeni, tra 5 e 10.000 greci, concentrati in gran parte ad Istanbul, tra 15 e 20.000 siriani, in gran parte ad est, intorno a Tour Abdin e Mardin, tutti ortodossi, e ben distinti culturalmente e linguisticamente dall’ambiente turco. Si aggiungano da 15 a 20.000 cattolici di diverse denominazioni e qualche migliaio di protestanti. Ufficialmente i ¾ dei cristiani di Turchia vivono a Istanbul, 25mila in Anatolia.

Erdogan vuole emulare Mehmet II, il sultano che realizzò il sogno dei musulmani, antico di otto secoli, che il 29 maggio 1453 assalì Costantinopoli. La dominazione ottomana su Costantinopoli divenuta Istanbul si inaugurò con tre giorni di saccheggi e massacri che non risparmiarono nemmeno gli abitanti rifugiati nella basilica di S.Sofia. I principali santuari cristiani furono trasformati in moschee. Mehmet II, dopo aver giustiziato il patriarca Isidoro II, autorizzò i prigionieri greci a raggrupparsi nel quartiere del Phanar e a organizzarsi in ‘nazione’(millet) sotto l’autorità d’un nuovo patriarca (altrettanto avverrà per gli Armeni).Per il gran numero di Turchi fatti insediare nella città, la popolazione cristiana divenne subito minoritaria e il sultano divise le ‘genti del Libro’ in millet (Greci, Armeni e Italiani). Anche in Anatolia, tranne alcune roccaforti tradizionali(Sebaste, Trebisonda,TourAbdin…) il censimento del XV secolo fa apparire i cristiani minoritari. Molti si convertono all’islam pur di non sottostare ad una situazione discriminatoria e umiliante. Ma coloro che erano rimasti fedeli potettero conservare la loto organizzazione e il loro diritto particolare e i loro capi ottenere una sorta di sovranità delegata concessa benevolmente dalla Sublime Porta.

L’avvento di Moustapha Kemal, detto Ataturk, segnò l’insurrezione nazionale e i cristiani fecero le spese di questo sussulto patriottico inaspettato che rifiutava il trattato di Sèvres: 300.000 armeni e 350.000 greci vennero massacrati e i rimasti furono deportati. Il 24 luglio del 1923 viene siglato il trattato di Losanna che sancisce il riconoscimento internazionale della nuova Turchia. Dei circa due milioni di armeni che vi si trovavano fino al 1914, restano appena 70.000. I cristiani Assiri si rifugiano in Iraq e i Giacobiti ad est nella zona di Mardin. Quanto ai Greci, si era organizzato un grande ‘scambio’: mezzo milione di turchi d’Europa ritornavano in patria, e 1 milione e mezzo di greci abbandonavano la loro patria millenaria sulle rive asiatiche dell’Egeo (rimasero solo le comunità greche di Istanbul e di alcune isole turche). Il patriarca Germano V si era dimesso nel 1918 e per tre anni il seggio rimase vuoto.

Il nuovo stato turco, lungi dal riconoscere eguaglianza ai cittadini ha finito per vessare ulteriormente i cristiani, al punto che nel 1955 una larga parte della comunità greca di Istanbul ha lasciato il paese. Il governo ha esercitato una enorme ingerenza nel patriarcato che ha portato negli anni venti alla costituzione di una chiesa ortodossa turca scismatica, esperienza conclusasi nel 1947. L’elezione nel 1948 del patriarca Atenagora e anziano arcivescovo negli Stati Uniti, porterà ad un allentamento della tensione.

Dopo la morte di Ataturk nel 1938, la democratizzazione progressiva del paese ha permesso un certo miglioramento della condizione dei cristiani, ma è chiaro che in uno stato rimasto fondamentalmente turco e musulmano, essa rimane sempre precaria.

Erdogan vuole accreditarsi come il nuovo sultano della umma’, la comunità islamica mondiale. Il patriarca ‘verde’, Bartolomeo, con papa Francesco, è troppo occupato nella ‘salvaguardia del creato’, per promuovere azioni a sostegno dei non pochi turchi che si convertono clandestinamente alla fede cristiana. L’Europa assisterà indifferente, salvo qualche comunicato di protesta, perché da anni ha perduto le sue radici cristiane.

Se invece le Chiese cattolica e ortodossa seguissero l’insegnamento e l’esempio di Gesù Cristo, che ha rivelato il mistero della Sapienza divina nella follia della croce, feconderebbero del sangue di Lui mescolato al proprio, tanta umanità in cerca di salvezza. Loccidentale