QATAR-ITALIA cooperazioni pericolose

in Esteri/Politica

L’entrata in vigore di un accordo culturale è solo l’ultimo capitolo di un attivismo dell’Emirato nel nostro Paese.
Dove gli interessi economici s’intrecciano con il proselitismo di un islam radicale.

Il Senato della Repubblica approva, Luigi Di Maio sorride. Il motivo? L’Italia ha autorizzato il Qatar a finanziare la costruzione di 45 moschee e centri
islamici in tutta Italia, di cui 11 solo in Sicilia. Costo complessivo: 50 milioni
di euro. Moschee la cui gestione, purtroppo, è già finita nelle mani dei Fratelli musulmani. Ovvero, nelle mani di «un Islam radicale e politico, incompatibile con i valori democratici», come denunciato da Saïda Keller-Messahli, autrice della prefazione alla versione tedesca
del libro-scandalo Qatar Papers. Si tratta della prima inchiesta, a opera
dei giornalisti francesi Christian Chesnot e Georges Malbrunot, che abbia alzato il velo sulle reali intenzioni della Qatar Charity, la società controllata dell’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani.

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