CHE COSA FARE IN CASO DI ATTENTATO TERRORISTICO

in Opinione

È finito il lockdown e tutti si muovono liberamente: terroristi compresi! Purtroppo non si può abbassare la guardia, perché il pericolo è sempre presente. Che cosa fare, dunque, se malauguratamente ci dovesse essere un attentato? La risposta sta nell’essere preparati a tale atto e tutto verrà di conseguenza, aiutati anche dalla fortuna.

Qui non si tratta di essere ansiosi o fatalisti, certe cose è meglio saperle prima, così da sperare di avere una opportunità di salvezza. Una volta appreso il metodo di ragionare con la logica terroristica, poi diventerà una seconda natura che verrà applicata automaticamente senza più pensarci. E senza stati d’ansia.

Il problema è complesso ma non impossibile da apprendere velocemente con i consigli degli esperti del settore (v. bibliografia in fondo).

Il terrorista

Può essere chiunque, anche un autoctono: Homegrown terrorist1. In questo ultimo caso è particolarmente insidioso perché conosce usi e costumi e si muove disinvoltamente nel contesto. Uomo o donna, entrambi pericolosi, sono solitamente persone allenate fisicamente e molto ligie alle procedure. Sono supportati da competenze atte allo scopo e hanno una fede e determinazione incrollabile in quello che fanno.

Chiedere pietà per essere risparmiati non serve a nulla perché il loro obiettivo è alzare il numero dei decessi al massimo. La loro azione proietta le potenziali vittime in una situazione improvvisa e sconosciuta. I terroristi cercano generalmente di agire in luoghi delimitati e con poche possibilità di fuga per i bersagli. Come già detto, cercano il massimo in pochissimo tempo.

In questa sede non saranno prese in considerazione le motivazioni che li spingono ad agire, ma solo la parte tecnico-operativa. Risulta comunque illuminante il seguente passaggio: Non dobbiamo però commettere l’errore di considerare un terrorista come una persona affetta da una patologia psichiatrica. (…) Al contrario è una persona responsabile e cosciente delle azioni che svolge2.

Pianificazione dell’atto

L’attentato viene pianificato con scrupolo, anche quando sembra improvvisato. Importantissimo dunque levare via la linfa vitale allo scopo: la massima concentrazione di persone. C’è stata una evoluzione terroristica passando dagli attentati in grande stile contro obiettivi molto importanti e a volte ben presidiati, agli attentati contro civili non protetti e nei luoghi più disparati ma sovente ad alta percentuale di presenza umana. Nell’economia terroristica è il massimo del vantaggio: pianificazione abbastanza veloce in termini di tempo, alto numero di morti con pochi uomini impiegati e instillazione profonda del terrore nella società colpita.

Per alcuni tipi di attentati in linea di massima si attengono al seguente principio: La guerriglia urbana deve lanciare le sue operazioni lontano dai centri logistici della polizia3. Lo scopo è quello di avere più tempo necessario così da aumentare i morti. La pianificazione viene fatta con sopralluoghi e studio del metodo più idoneo. In questo caso il terrorista diventa un uomo assolutamente invisibile, non deve farsi notare4.

Dove

Sempre seguendo la logica del terrorismo, maggior numero di decessi con il minor sforzo, i luoghi scelti hanno generalmente una valenza numerica umana in primis e anche a volte un valore simbolico-punitivo perché luoghi contro la loro morale. Ecco una lista puramente indicativa e non esaustiva:

1) treni, autobus e metropolitane5;

2) ristoranti e casinò5;

3) centri commerciali5;

4) stazioni ferroviarie o degli autobus5;

5) code per il check-in in aeroporto5;

6) stadi sportivi5;

7) cinema e teatri5;

8) chiese, templi e altre strutture religiose5.

Interessante quanto spiegato dall’ottimo Gianpiero Spinelli in merito alle falle del nostro sistema, ragione per la quale i cittadini devono essere vigili e accorti perché il terrorista: sa, per esempio, che alla stazione di Milano ci sono i controlli ai binari, ma sa benissimo che se prende un treno in periferia, a pochi chilometri, i controlli di sicurezza sono praticamente azzerati6.

Quando

Gli attentati tendono a colpire di sorpresa, ma ci sono alcune costanti e a volte alcune date importanti o simboliche. Rientrano nelle costanti gli orari di maggior assembramento e flusso di persone.

Discorso a parte sono le date ad alta valenza religiosa, con valore distorto, come durante il periodo del Ramadan o il venerdì.

Ecco una statistica degli attentati in Europa dal 2004 al 2019 stilata in base ai dati estratti dallo studio della European Data News Hub6a:

Attentati per mese

Gennaio 1

Febbraio 1

Marzo 6

Aprile 2

Maggio 6

Giugno 3 (2+1 per vendetta)

Luglio 3

Agosto 4

Settembre 0

Ottobre 0

Novembre 2

Dicembre 2

Giorni della settimana

Lunedì 5 (4+1 per vendetta)

Martedì 4

Mercoledì 4

Giovedì 6

Venerdì 6

Sabato 4

Domenica 1

Come

Un attentato può avvenire con modalità diverse o miste con attacchi singoli, multipli e coordinati in più zone del territorio: arma bianca, arma da fuoco, esplosivo, batteriologico e chimico. Può essere posizionata una bomba di scarsa potenza per far convogliare il grosso delle persone verso una strettoia o passaggio obbligato e lì far esplodere un ordigno più potente. Sempre con questa logica, possono mettere una piccola bomba e una volta esplosa attendere che la gente e i soccorsi siano sul luogo per far esplodere la seconda. Possono iniziare con un’esplosione e poi arrivare con le armi da fuoco. O il contrario. Possono usare solo una bomba o solo le armi da fuoco. Oppure l’arma bianca. C’è solo il limite della fantasia. Con l’esplosivo si introducono dentro alle strutture, nei mezzi o tra la gente all’aperto. Con il coltello e le armi da fuoco tendono ad affrontare frontalmente7.

Segnali di imminente attacco

I terroristi sono uomini e donne che si sono addestrati a non far trapelare le loro emozioni, ciò non toglie che in una situazione di forte stress possano anche tradirsi da soli.

Ecco una lista di riferimento da prendere con le dovute riserve del caso perché non c’è mai nulla di sicuro:

1) visione tunnel8;

2) non risponde ai comandi verbali8;

3) sudorazione abbondante, borbottando8;

4) sguardi irregolari da un lato all’altro8;

5) porta o adiacente a un oggetto di grandi dimensioni8;

6) abiti inappropriati8;

7) nervosismo8;

8) pallido per la recente rasatura della barba8;

9) controlla ripetutamente se stesso o regola gli indumenti8;

10) inadeguato o mancanza di contatto visivo8;

11) appare ben curato ma indossa abiti sciatti8;

12) cammina in modo deliberato, rigido o imbarazzante8;

13) agisce in modo insolitamente vigile8;

14) ha un’espressione facciale vuota, o appare estremamente focalizzato o in trance8;

15) mani nascoste nelle tasche, nelle borse, nei bagagli ecc8;

16) profumo eccessivo per mascherare odori chimici8.

A fronte di tutto questo, come si può difendere il normale cittadino? Innanzitutto cambiando mentalità, come stanno facendo gli americani che già dal 2006 stanno studiando l’esperienza di Israele: Israel’s populace has been in a constant state of alert since the founding of the country given its unique geography, history, demographics, and adversarial neighborhood9.

Oggi è importante vedere le cose con una nuova prospettiva. I cittadini devono iniziare a ragionare in termini di attenzione preventiva e avere sempre le idee chiare su cosa fare durante l’attacco.

Consigli pratici

Per semplificare si consiglia la visione del link in bibliografia del filmato “Stay Safe” del NaCTSO (National Counter Terrorism Security Office) inglese9a.

Validi sono anche i consigli della Federal’naja služba bezopasnosti (FSB- Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa) in caso di pacco sospetto in luoghi pubblici o mezzi di trasporto:

• non toccate, non spostate, non aprite l’oggetto rinvenuto10;

• tenete a mente l’orario di ritrovamento dell’oggetto10;

• Fate tutto il possibile per fare allontanare le persone dall’oggetto10;

• attendete l’arrivo di un gruppo investigativo operativo (ricordate: siete un testimone oculare molto importante!)10.

Presa in ostaggio

È una possibilità tra le tante. Prima cosa da fare è non sfidarli con lo sguardo e fare tutto quello che vogliono. Non fare gesti improvvisi e cercare di mantenere la calma. Imperativo diventare una persona grigia. Prepararsi ad essere trattati duramente e con privazioni varie. Chi tende a creare problemi è il primo che viene liquidato.

Esiste solo un caso di resistenza: solo se si ha la percezione che stiano per intervenire le Forze speciali. In questo caso bisogna evitare di diventare scudi umani. Cercare di posizionarsi lontano dalle finestre e dalle porte, perché sono le prime che saltano in caso di incursione. Se richiesto di fare il messaggero, farlo senza discutere.

In caso di irruzione durante il blitz, rimanere immobili sul posto, possibilmente essere già stesi a terra con le mani sulla testa. Per aiutare le forze speciali rimanere immobili e solo quando richiesto fare quello che dicono. I terroristi cercano di prendere in ostaggio persone che si trovano in pullman, autobus, treni, metropolitane, edifici. Più difficilmente aerei perché troppo sorvegliati. Tendono a preferire i mezzi di trasporto terrestre perché più semplici da prendere e maggiormente controllabili. Tenete sempre a mente che sicuramente uno di loro sarà vicino alla postazione di guida, dunque è più facile che prenda qualche passeggero delle prime file per essere usato come scudo umano.

Per l’intervento sui mezzi: rimanere seduti con la testa tra le mani e più accucciati possibile.

Negli edifici: seduti o possibilmente sdraiati sempre con le mani sulla testa.

L’azione sui mezzi dura pochissimi secondi, negli edifici di più.

Attentato con bombe

È inutile nascondere la verità: con una bomba ci sono poche probabilità di salvezza se ci si trova nel raggio della deflagrazione. Però, se ci si accorge in tempo, cercare subito di raggiungere la via di fuga più vicina o l’uscita di sicurezza precedentemente memorizzata. Nelle strutture non prendete ascensori ed evitate di correre in mezzo alla folla che scappa. A scoppio avvenuto, se siete a terra, aspettate quanto lo richieda la situazione in previsione di un secondo ordigno o di un attacco con armi da fuoco. Abbandonate tutto e correre verso la via di fuga più idonea o riparatevi dietro qualcosa che abbia una certa resistenza ai proiettili.

Se siete all’aperto o siete riusciti a scappare, non allontanatevi con i mezzi pubblici perché sono potenziali bersagli (regola della concentrazione delle persone). Sotto il fuoco delle armi correre a zig-zag11. Possibilmente da un riparo all’altro.

È sempre consigliato indossare indumenti larghi, fatti di fibre naturali. Questi infatti prendono fuoco meno velocemente degli indumenti sintetici11a. Tenere sempre in considerazione che le porte di sicurezza hanno un maniglione antipanico che si aziona spingendo anche con il corpo. Non rimanete in mezzo alla folla o in un punto di raccolta, potrebbe esserci una seconda bomba o un secondo attentatore anche lì11b.

Attentato con armi da fuoco

I terroristi che usano armi automatiche lunghe e pistole tendono a colpire prima il grosso delle persone concentrate che offrono una ampia sagoma, dunque in piedi, poi tutto il resto. Solitamente l’azione può durare anche una decina di minuti. In questo caso si deve scappare quando è possibile, nascondersi quando scappare è impossibile, lottare come ultima risorsa12. Telefonare sempre alla polizia appena possibile. Durante la fuga abbandonare tutto.

Chi è addestrato bene ad usare armi automatiche tende a doppiare i colpi o a brevi raffiche da tre colpi alla volta. Chiunque ne spari un numero maggiore molto probabilmente sarà scarsamente preparato12a.

Cercare di non essere troppo aderenti ai muri in quanto le pallottole rimbalzano e camminare o correre cercando di rimanere bassi. Se gli spari vengono da una postazione sopraelevata, conviene rimanere in piedi, ma se i colpi arrivano a livello piano, allora conviene abbassarsi. Non uscire mai allo scoperto con la testa, se si ha da guardare è meglio sporgersi lateralmente, meglio a livello del suolo che più in alto12b. È importante non entrare nei tornelli (tipo quelli degli hotel) perché lenti da girare e si diventa bersagli: in alcuni edifici, vi accorgerete che esiste una porta situata a lato di quella girevole, che serve a facilitare l’accesso agli handicappati e si apre dall’interno13. A scopo preventivo, sempre, nei locali sedersi con le spalle al muro, tenendosi lontano dalle finestre e da tutti i punti di passaggio14.

Nella maggior parte dei casi gli aggressori, per cominciare l’azione criminosa, si avvicinano alla vittima entro i 5 metri15. Da qui si capisce che la reazione deve essere immediata. Più lontani si sta dai punti di accesso e più tardi arriva l’individuazione come bersaglio e più tempo si ha per raggiungere la via di fuga memorizzata in precedenza. L’aggressore ha 1,50 secondi di vantaggio16 oltre all’effetto sorpresa, con tempi così ristretti anche aprire velocemente una porta nel verso giusto aiuta: le porte normali quando si vedono i cardini si aprono tirandole, se non si vedono, spingendole. Questo particolare offre un recupero di tempo prezioso in caso di fuga.

Attentato con coltelli

È comunque letale! Il coltello non si inceppa mai ed è facile da occultare e da usare. È un’arma temibile.

Se possibile scappare, eventualmente frapporsi con un ostacolo solido, palo della luce, albero, sedia o altro. Se si ha la prontezza si lanciare qualcosa o recuperare un oggetto qualsiasi che funga allo scopo di creare una barriera, cercare di farlo. In alternativa sappiate che l’osso esterno dell’avambraccio può essere uno scudo temporaneo contro i tagli creati dal coltello, ma non contro lame pesanti come machete, mannaia o accetta. Continua su Difesaonline