Triste ritrovamento a Lido dei Pini, trovato un delfino spiaggiato: sul corpo c’erano morsi di squalo

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Triste ritrovamento sulla spiaggia di Lido dei Pini, tra Anzio e Ardea, dove nel pomeriggio è stato individuato un esemplare di delfino ormai senza vita.

L’animale, un esemplare di Stenella Striata di circa 2 metri, si era spiaggiato all’altezza dello stabilimento balneare “Ranocchio”. Ad avvistare la carcassa del delfino, che era ormai in stato di decomposizione, sono stati alcuni ragazzi che hanno immediatamente avvertito sia lo staff dello stabilimento balneare, sia la Guardia Costiera di Torvajanica.

Sul posto, oltre alla Guardia Costiera, sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale di Ardea e il veterinario della Asl.

I morsi di squalo

Il biologo Valerio Manfrini, referente del Centro Studi Cetacei del Lazio ha dichiarato che “probabilmente si tratta dell’ultimo dei 3 delfini che erano stati avvistati già deceduti alla deriva al largo di Ostia alcuni giorni fa. Non si conosce la causa di morte. Su questo esemplare, come anche sugli altri due esemplari recuperati il 28 e il 29 giugno a Focene, sono evidenti morsi di squalo un po’ su tutto il corpo. Quasi sicuramente lo squalo ha morso il delfino dopo che l’animale era già deceduto. Il sesso non si può determinare poiché l’area genitale insieme a quasi tutta la parte ventrale del corpo è stata asportata”.

“Ci tengo a precisare – sottolinea Manfrini – che gli squali possono sia attaccare animali vivi, come nutrirsi di carcasse di animali già morti. Non abbiamo nessun elemento per dire che questo delfino sia stato attaccato dagli squali mentre era vivo. In questo caso infatti, gli animali erano stati avvistati mentre erano già alla deriva ed avevano già i segni di morsi. Ma questi morsi potrebbero essere stati dati mentre gli animali erano già morti. Questa è una cosa assolutamente normale, dato che gli squali hanno una funzione ecologica importantissima. Cibandosi di cadaveri, evitano quindi il propagarsi di batteri, infezioni e di patologie nelle acque marine”. Corrierecitta