Coronavirus, Ue pronta a vietare ingresso agli americani: ecco i 15 paesi che potranno entrare dal 1° luglio

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L‘Europa è pronta a vietare l’ingresso dei viaggiatori americani quando dal primo luglio saranno riaperti i confini del Vecchio Continente. Lo riportano diversi media Usa (dal New York Times al Washington Post alla Cnn) citando fonti diplomatiche secondo cui questa è la decisione presa nelle ultime ore dagli ambasciatori dei 27 Paesi Ue e difficilmente potrà cambiare. La lista degli Stati che vedranno cadere il divieto di ingresso verrà ufficializzata entro martedì. 
I media Usa, citando le stesse fonti diplomatiche, scrivono che nella lista (ancora una bozza che dovrà ricevere l’ok delle capitali europee nelle prossime ore ed essere ufficializzata entro martedì 30 giugno) non figurerebbero nemmeno la Russia e il Brasile. Per Bruxelles questi Stati, insieme agli Usa, non hanno ancora messo sotto controllo la pandemia e i loro cittadini rappresentano un rischio di contagio troppo elevato. Nell’elenco dei 15 Paesi ai cui viaggiatori sarà permesso di entrare in Europa ci sarebbe invece la Cina, a patto che Pechino assicuri la reciprocità. Secondo i media Usa, oltre alla Cina, i Paesi che avranno il via libera da Bruxelles sono Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Ungheria. Ilmessaggero

Gli Stati Uniti hanno fatto registrare nella giornata di venerdì un nuovo record di contagi da coronavirus, oltre 40 mila nuovi casi. Secondo la Johns Hopkins University sono stati 40.135, e portano il numero globale in Usa a 2.467.510 pazienti che hanno contratto il virus, con una percentuale tra il 5% e l’8% degli americani infetta. Sono oltre 30 gli stati Usa che stanno registrando un aumento dei casi, con le situazioni peggiori in Florida, Texas, California e Arizona. I morti superano ora i 125 mila. 

Un diplomatico Ue alla Cnn ha definito molto «improbabile» che i viaggiatori americani possano entrare nell’Unione europea, aggiungendo che, sebbene non sia ancora stata redatta una lista definitiva, «le possibilità per gli Stati Uniti sono vicine allo zero». Il diplomatico ha aggiunto che «con il loro tasso di contagi, nemmeno loro credo nella possibilità» di poter viaggiare nel Vecchio continente.

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