Il Liverpool è campione d’Inghilterra

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E dunque finalmente è arrivato: il tanto atteso titolo di campione d’Inghilterra dopo 30 anni torna nella bacheca di Anfield. Il Liverpool è campione per la diciannovesima volta, la prima da quando esiste la Premier League. E che i Reds non siano una squadra normale lo dimostrano queste cifre (nel frattempo i Reds hanno vinto, tra le altre cose, due Champions League, e scusate se è poco) e il modo in cui arriva questo titolo, senza giocare e senza poter festeggiare. Del resto è la storia del Liverpool un continuo sali e scendi tra trionfi epocali, sfortune epiche e anche grandi tragedie. L’epica di una squadra che non sarà mai normale.

Ma questa cavalcata vincente, di fatto senza avversari anche per demerito del Manchester City, se si aggiunge alla Champions vinta e allo strepitoso campionato dell’anno scorso, dove solo un City marziano ha impedito ai Reds di fare il double, pone a nostro avviso la squadra di Klopp tra i Liverpool più forti di sempre. Con quattro caratteristiche che l’hanno reso unico.

  1. RITMO E PRESSING: il mantra era sempre lo stesso. Giocando a quel ritmo e con quel pressing ossessivo una squadra non può reggere per tutta una stagione. Prima o poi la paghi. Puoi vincere le coppe, ma i campionati dove serve continuità no. Klopp ha smentito tutti, il suo Liverpool non ha mai snaturato il suo gioco pur avendo avuto dei momenti fisiologicamente non sempre al massimo e ha dominato un torneo duro come la Premier League. Sembrava impensabile;
  2. TERZINI E PORTIERE: la fonte del gioco dei Reds viene da dietro che più dietro non si può. Portiere e terzini sono spesso i veri creatori di gioco di una squadra che ha invece un centrocampo più da battaglia che creativo (tutto relativo, naturalmente: comunque anche lì la qualità non manca). Alisson è fortissimo con i piedi, Robertson è una forza della natura ma è Alexander-Arnold che con Klopp è diventato un vero fenomeno, bravo a chiudere, impostare, tirare le punizioni, intelligente, vero simbolo di questa squadra;
  3. FALSO NUEVE: Salah? Manè? No, il vero faro dell’attacco del Liverpool è Firmino, un quasi “falso nueve” dall’intelligenza tattica sopraffina. E’ lui che crea gli spazi per i suoi compagni di reparto con movimenti e assist sontuosi. E sa anche segnare (8 gol e 7 assist in campionato). Il Liverpool può anche fare a meno di Salah, non del brasiliano;
  4. KLOPP: energia, carisma, capacità di trasmettere mentalmente il suo credo a tutti e di far crescere i suoi ragazzi trasformandoli in campioni. Il suo capolavoro è forse l’immenso Van Dijk. Entra di diritto nel pantheon dei grandi tecnici della storia dei Reds, al fianco di Shankly, Paisley, Fagan e Benitez.

La Gazzetta dello Sport

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