Ecosistema in armonia: ecco il segreto del successo dei Bagnod.

in Opinione

Di Biancamaria Tarditi

Nel visitare il Canavese, regione storica del Piemonte, si scoprono suggestioni che seducono. Come nella sceneggiatura di un film, ambientazioni e colore si susseguono e si compenetrano, creando immagini che si imprimono nella mente.
In questa cornice fatta di alpeggi inondati di sole, aria pulita e carica di profumi di erbe di montagna, si incontrano realtà imprenditoriali come quella di Roberto Bagnod, che del suo radicamento al territorio ha fatto un vanto e un brand.
E’ una bella storia, quella dei Bagnod. Nel 1946, i coniugi Gino e Clelia, trasferitisi dalla Valle d’Aosta al comune piemontese di Piverone, acquistano la cascina “La Schiavenza” e si dedicano all’allevamento in un piccolo alpeggio, alimentando il bestiame con fieno e prodotti naturali e cercando allo stesso tempo metodi per rendere sempre più efficiente la produzione. E’ lì che il piccolo Roberto inizia ad imparare l’arte della trasformazione del latte, dalla quale nascono i formaggi più tipici della tradizione valdostana, tra cui la famosissima Fontina DOP e il Gran Gessato d’Ayas. La famiglia Bagnod continua la sua esperienza imprenditoriale comprando un alpeggio in Val d’Ayas, loro terra d’origine, da cui nascerà l’agriturismo “La Tchavana”, oggi molto conosciuto ed apprezzato sia dai locali che dai turisti. L’attività della famiglia continua a svilupparsi in armonia con la natura e lo dimostra il fatto che, una volta comprato l’alpeggio, i Bagnod studiano e implementano un sistema di irrigazione di tutti gli appezzamenti, risolvendo così il problema della scarsità d’acqua che lo caratterizzava.
All’inizio degli anni duemila, il rispetto dell’ambiente e la necessità di rendere sostenibile l’allevamento portano Roberto a sviluppare la produzione di energia rinnovabile da biogas, per rendere l’attività economica non solo più efficiente, ma anche autonoma dal punto di vista energetico.
Negli anni, l’attività della famiglia si diversifica sempre di più e abbraccia produzioni tipiche di altre realtà, come la produzione vitivinicola di Nebbiolo, a cui si aggiungerà più recentemente anche la coltivazione dei vitigni e l’imbottigliamento dell’Erbaluce DOCG, orgoglio dei Bagnod. La splendida tenuta di CellaGrande, ex monastero benedettino del XIIesimo secolo ed ultima acquisizione alberghiera della famiglia, è in gran parte dedicata proprio alla produzione dell’Erbaluce, nell’incantevole cornice del lago di Viverone, in provincia di Biella.
L’esperienza di Roberto Bagnod e della sua famiglia dimostra che il rispetto per la terra e la scelta di sviluppare la propria attività produttiva in armonia con la natura, non sono concetti astratti o utopici: implementarli non significa dovere per forza rinunciare a una parte dei propri guadagni in nome dell’ambientalismo. Infatti, l’attività economica della famiglia Bagnod ha consentito innanzitutto di creare prodotti enogastronomici di grande qualità, sempre più richiesti dai consumatori italiani e stranieri proprio per il loro gusto autentico e non “industriale”. Inoltre, l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili ha permesso di ampliare l’attività e di renderla autosufficiente, garantendo un notevole risparmio anche economico.