Coronavirus, solo il 40% degli hotel ha riaperto: a maggio persi 118.000 posti di lavoro

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Foto di A.C.

L’allarme di Federalberghi in Commissione Affari Costituzionali del Senato

Nonostante sia venuto meno il divieto di spostamento tra le regioni, solo il 40% degli alberghi italiani è attualmente aperto. E il 26,8% ha già deciso che rimarrà chiuso per tutto il mese di giugno. Sono questi i primi risultati dell’indagine mensile di Federalberghi, presentati oggi in audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

A maggio, nel comparto ricettivo sono andati in fumo circa 118 mila posti di lavoro stagionali. Solo il 78,9% degli alberghi italiani prevede di essere aperto ad agosto, nonostante si tratti tradizionalmente del mese clou per il mercato delle vacanze. lastampa

L’allarme
L’allarme arriva da Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: «Lottiamo con i denti per ripartire e confidiamo che nei prossimi mesi il sentimento possa migliorare – ha esordito Bocca – ma la circostanza che a maggio, per il terzo mese consecutivo, si sia di fatto registrato il totale azzeramento delle attività, mette una pietra tombale sui conti della stagione primaverile, che quest’anno è stata cancellata dal calendario, insieme a piuù di ottanta milioni di presenze». E ha aggiunto: «Anche la stagione estiva è a rischio. Le prenotazioni languono, i telefoni non squillano, siamo in apprensione per le sorti delle nostre imprese. Le prime vittime rischiano di essere cinquecentomila lavoratori stagionali che non saranno riassunti e le loro famiglie. Ma si addensano nubi fosche all’orizzonte anche per il milione di dipendenti in attesa di capire se al termine della cassa integrazione troveranno un’azienda in attività, che tenta faticosamente di rimettersi in piedi, o un portone chiuso». 

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