Hong Kong, Lam: Pechino non indietreggerà su legge sicurezza

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La leader di Hong Kong Carrie Lam ha affermato oggi che il governo di Pechino non farà un passo indietro in merito alla nuova legge sulla sicurezza nazionale per l’ex colonia britannica, anche se il Regno Unito ha intensificato le critiche al progetto.

Lam, parlando nel corso di un viaggio a Pechino per discutere della nuova legge sulla sicurezza, è stata affiancata dal segretario alla Giustizia di Hong Kong Teresa Cheng, dal segretario alla Sicurezza John Lee e dal capo della polizia Chris Tang.

“Alcuni governi stranieri hanno adottato due pesi e due misure su questo argomento – ha dichiarato Lam – E’ di competenza di un paese sovrano promulgare leggi per proteggere e salvaguardare la sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti non fanno eccezione a questa regola e nemmeno la Gran Bretagna. Dunque perché dovrebbero opporsi, condannare e stabilire sanzioni contro Hong kong e il popolo cinese?”

Il primo ministro Boris Johnson ha promesso che Londra non abbandonerà il popolo di Hong Kong se la Cina imporrà una legge sulla sicurezza nazionale che risulterà in conflitto con i suoi obblighi internazionali in virtù di un accordo del 1984.

La leader di Hong Kong Carrie Lam ha affermato oggi che il governo di Pechino non farà un passo indietro in merito alla nuova legge sulla sicurezza nazionale per l’ex colonia britannica, anche se il Regno Unito ha intensificato le critiche al progetto.

Lam, parlando nel corso di un viaggio a Pechino per discutere della nuova legge sulla sicurezza, è stata affiancata dal segretario alla Giustizia di Hong Kong Teresa Cheng, dal segretario alla Sicurezza John Lee e dal capo della polizia Chris Tang.

Il primo ministro Boris Johnson ha promesso che Londra non abbandonerà il popolo di Hong Kong se la Cina imporrà una legge sulla sicurezza nazionale che risulterà in conflitto con i suoi obblighi internazionali in virtù di un accordo del 1984.

Alla Cina non è ovviamente piaciuta l’idea della Gran Bretagna di rivedere il sistema dei visti per dare ai cittadini di Hong Kong “un’alternativa” e ha accusato Londra di avere una “mentalità coloniale”.

Askanews

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