Trump minaccia: «Basta proteste schiero l’esercito». Saccheggi a raffica a New York nonostante il coprifuoco

in Esteri

Legge e ordine: se non lo garantiscono governatori e sindaci, ci penserò io mobilitando l’esercito federale. Dobbiamo garantire giustizia per l’uccisione di George Floyd, ma non possiamo lasciare il Paese in balia di una massa violenta. La sommossa deve finire. Queste non sono più proteste: questi sono atti di terrorismo. Sconfiggeremo i gruppi “antifa” che istigano alla violenza. L’America è basata sullo stato di diritto: è questa la chiave della nostra prosperità». In una delle serate più drammatiche della recente storia americana Donald Trump si è rivolto con un messaggio alla nazione dal giardino della Casa Bianca mentre, sullo sfondo, si sentivano gli scoppi degli scontri in corso all’esterno tra i dimostranti e le forze dell’ordine.

Ci sono state anche cariche della polizia a cavallo per liberare i piazzali intorno agli edifici presidenziali. Pochi minuti dopo, quando è scattato il coprifuoco delle 7 di sera (l’1 di notte in Italia), Trump è uscito a piedi dalla Casa Bianca attraversando le zone appena sgomberate dagli agenti ed è andato alla St John’s Church, la chiesa dei presidenti, la cui cripta era stata incendiata la notte scorsa dai dimostranti. Ma non è entrato a pregare: ha impugnato una copia della Bibbia e ha posato per una foto-simbolo circondato dai suoi collaboratori e ministri, da Barr (Giustizia) a Esper (Difesa). Sembrava l’epilogo di un’altra giornata difficilissima. Ma la serata e la nottata sono state segnate da altri eventi drammatici: di nuovo saccheggi a raffica a New York, soprattutto a Soho e nella zona di Union Square, nonostante il coprifuoco, il primo dal 1943. Un teppista isolato è addirittura riuscito a entrare nei grandi magazzini Macy’s, ma è stato catturato all’interno.

E, poi, incendi ad Atlanta e a St Louis, in Missouri, mentre a Washington gli incidenti sono continuati anche dopo l’nizio del coprifuoco, alle 7 di sera. La polizia per un po’ ha tollerato manifestazioni pacifiche fino a tarda sera, nonostante Trump avesse promesso di essere inflessibile sul rispetto dell’obbligo di ritirarsi nelle abitazioni prima ancora dell’imbrunire. In piazza schierata la polizia, ma anche i soldati della Guardia nazionale, mentre nella periferia della capitale di stavano preparando centinaia di soldati dell’esercito. Trump può usarli perchè la capitale non fa parte di uno Stato ma è un territorio autonomo, il District od Columbia. Per mandare l’esercito negli altri Stati, il presidente dovrà, invece, fare ricorso a una legge del 1807, l’Insurrection Act. Una norma vecchia di 213 anni ma che è stata usata varie volte nella storia americana: l’ultima in California nel 1992, per sedare l’insurrezione nata dal caso Rodney King.

I democratici hanno criticato Trump sostenendo che, per la sua messa in scena elettoralistica in stile law and order, rischia di inasprire le tensioni, mandando sulle barricate anche i manifestanti pacifici: come erano quelli che sono stati spazzati via da Lafayette Square ben prima dell’inizio del coprifuoco, per sgombrare la piazza e consentire al presidente di arrivare a piedi fino alla chiesa. 
Un’altra notte di saccheggi a New York (mentre a Washington la serat è stata un po’ più calma) ha chiuso una giornata nella quale il presidente aveva attaccato duramente i governatori degli Statinel corso di una videoconfrenza matturina: «Se non reagite con la forza” aveva detto loro, “se non dominate la situazione, diventerete lo zimbello del mondo: state già facendo la figura degli idioti. Trump, mai tenero nei giudizi, è da mesi in polemica coi governatori per la gestione della crisi del coronavirus. Giorni di violenze e distruzioni, attuate con le tecniche della guerriglia urbana lo hanno portato all’esasperazione. Il presidente, da sempre deciso a proiettare un’immagine di forza e superiorità degli Stati Uniti in tutto il mondo, oggi è alla guida di un Paese in balìa di bande di saccheggiatori notturni. Così è arrivata l’eruzione di rabbia, coi concetti di ordine pubblico e convivenza civile ridotti alla nozione di dominazione: «Idioti, se non siete capaci di dominare perdete il vostro tempo e vi rendete ridicoli davanti al mondo».

Poi Trump ha preso di mira quelli che, dice, sono i veri registi della rivolta: «Altro che gruppi della supremazia bianca: questa è opera degli Antifa che noi dichiareremo organizzazioni terroriste». In effetti questi nuclei della sinistra radicale e ribelle si sono moltiplicati e sono molto attivi nelle scene degli scontri, ma i gruppi genericamente definititi antifascisti non hanno una struttura ben definita e identificabile. Comunque ormai i focolai sono ovunque e i governatori in ben 26 Stati hanno già chiesto l’intervento della Guardia nazionale. Prima degli energici interventi intorno alla Casa Bianca, la residenza presidenziale era stata attaccata più volte, con 60 agenti del servizio segreto (gli addetti alla sicurezza del presidente) feriti, e Trump che venerdì notte è stato costretto, per precauzione, a riparare nel bunker sotterraneo costruito durante la Seconda guerra mondiale.ilcorriere