Qatalizzatore culturale

in Esteri

Il Qatar, che applica la Sharī‛a e finanzia i Fratelli musulmani, ha comprato un canale di accesso privilegiato alle nostre università.

Il Senato ha approvato un nuovo accordo tra Qatar e Italia. Non si tratta del primo e sicuramente non sarà l’ultimo: l’emirato, infatti, ha dimostrato negli ultimi anni un grosso interesse nei confronti del nostro Paese, dal calcio al turismo, dalle imprese all’aviazione. Basti pensare che un’intera parte della Sardegna, la Costa Smeralda, è stata letteralmente colonizzata dagli sceicchi del Qatar. Il Paese piccolo e ricchissimo ha accumulato la propria fortuna grazie all’esportazione di gas naturale e molti fondi hanno deciso di investire in Italia, complice la crisi che ha reso gli investimenti facili e a basso rischio. Nel 2015 acquistò, con un’operazione da 2 miliardi, un intero quartiere milanese: Milano Porta Nuova. Era solo l’inizio, il Qatar ha visto poi i suoi fondi impegnati nella maison di Valentino, in Air Italy (ex Meridiana) e, dopo una lunga serie di alberghi di lusso in Sardegna, anche l’ospedale di Olbia. 

L’ultimo accordo stretto con i qatarioti ha però una natura completamente diversa: si tratta della possibilità di finanziare Università, borse di studio in Italia, favorire l’insegnamento della lingua araba nelle scuole e la previsione di interscambi studenteschi. L’accordo con il Qatar è strategicamente importantissimo, gli si permette di poter esportare la propria cultura nel nostro Paese e soprattutto di farlo con il nostro permesso. Il principio, che potrebbe non sembrare sbagliato ai fan della distruzione delle nostre tradizioni, può nascondere delle insidie pericolosissime. Basti ricordare che lo stato del Qatar, sotto l’indifferenza dell’intera comunità internazionale, finanzia l’organizzazione dei Fratelli musulmani, applica la legge della Sharī‛a e permette il dramma delle spose bambine. E, come ha ricordato Isabella Rauti, nel suo intervento al Senato, i diritti delle donne in Qatar sono praticamente inesistenti. Non hanno diritto a partecipare alle cerimonie, alla vita sociale, divise dagli uomini e ancora oggi sono punite per l’adulterio con 100 frustate, senza parlare per la detenzione nei confronti degli omosessuali e di tutti gli altri fondamentali diritti umani violati. La Rauti, insieme a Giovanbattista Fazzolari, come Fdi si sono opposti in Senato alla ratifica di questo accordo e con i loro interventi lo hanno reso evidente anche alla stampa, al contrario di Lega che ha votato a favore e Forza Italia che invece si è astenuta. 

Con il Qatar, per altro, non esiste reciprocità, in quanto sarà difficile che l’Italia possa investire per lo sviluppo della cultura italiana nel loro Paese, ammesso che sia di nostro interesse. «La Verità», con la firma di Patrizia Flodder Reiter, ricorda le parole dello sceicco qatariota Al Qadarawi nel 2007: «La conquista di Roma, la conquista dell’Italia e la conquista dell’Europa. Questo significa che l’Islam tornerà in Europa ancora una volta. Questo si farà con una guerra? No, non è necessario. Esiste la conquista pacifica, uno dei principi di questa religione. Prevedo che l’Islam tornerà in Europa senza le spade, ma con utilizzo di predicazione e idee». È legittimo, dunque, porsi il dubbio che un canale di scambio culturale privilegiato con il nostro paese possa fare parte di una strategia più ampia. Non si dovrebbero chiudere gli occhi quando gli sceicchi vengono ad investire e a portare soldi, e sicuramente non si possono chiudere quando lo stesso paese che consente la persecuzione dei cristiani in oriente e viola ogni diritto umano fondamentale su cui è fondata la nostra civiltà, intende venire a promuovere questa cultura. Intellettualedissidente

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