Caso vitalizi, tutti a caccia della “manina”. Ma la lista dei privilegi è lunga

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Salterà il blitz da 120 secondi per estendere il bonus. Ma la legge approvata nel 2019, quando la maggioranza era di centrosinistra, ha reintrodotto un maxi Tfr per i politici di Palazzo Campanella. Versando 600 euro in un anno se ne incamerano 5mila. Così (quasi) svanisce il risparmio per i vecchi vitalizi ricalcolati al ribasso

Che il «s’illustra da sé» sull’estensione dei vitalizi sia stato pronunciato proprio da Giuseppe Graziano non è, forse, casuale. Perché il consigliere regionale dell’Udc appartiene al novero dei membri di Palazzo Campanella scalzati dalla poltrona a causa di un ricorso. La battaglia legale tra il generale rossanese dei carabinieri forestali e l’attuale assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo attraversò buona parte della decima legislatura regionale. Gallo la spuntò in Corte d’appello nel novembre 2017: Graziano si era messo in aspettativa dal ruolo di vicecomandante regionale del Corpo forestale dello Stato, ma lo aveva fatto in ritardo. La controversia, comunque, si trascinò fino alla Cassazione. Il 30 settembre 2019 l’ultima pronuncia: Gallo resta in carica, il generale era ineleggibile.
La legge che sarà abrogata il 3 giugno pare proprio cucita addosso a un caso simile (e di casi simili, potenzialmente, ce ne sono diversi per ciascuna legislatura). Basta leggere la nuova formulazione dell’articolo modificato lo scorso 26 maggio. «Il consigliere regionale, anche nei casi di sostituzione temporanea di altro consigliere, può versare le quote di contribuzione per il tempo occorrente al completamento del quinquennio relativo alla legislatura». Dato che i ricorsi fioccano – basta guardare in casa Lega, dove Luigi Novello insidia lo scranno di Pietro Molinaro – ci si mette al riparo da rovesci amministrativi. Che si sia trattato di uno scivolone, di superficialità o di un’interpretazione errata, il prossimo consiglio regionale cancellerà la norma (ma non la figuraccia).
E c’è da sperare che provi a individuare la “manina” che ha rimodellato la legge e convinto tutti – maggioranza e opposizione – a votarla senza troppo discutere aggiungendo il passaggio da furbetti sul mancato aggravio per le casse regionali. L’aggravio c’era: la legge era a costo zero adesso, perché non c’erano domande da parte di alcun consigliere spodestato, in futuro di certo sarebbe stato necessario prevedere esborsi economici.corrieredellacalabria

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