La procura di Bergamo dopo l’audizione di Fontana e Gallera: “Spettava al governo istituire la zona rossa. I cittadini chiedono giustizia”

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“Vi è da parte della popolazione bergamasca richiesta di giustizia e vi è il dovere nostro di accertare i fatti facendo la massima chiarezza su di essi, la cui valutazione sarà operata con particolare attenzione tenuto conto di tutte le particolarità della delicata situazione”: è con una nota che ieri sera la procuratrice facente funzione di Bergamo Maria Cristina Rota ha risposto alle critiche, indirettamente e senza citare alcuno, di chi – come ha fatto il segretario della Lega Matteo Salvini – aveva definito ‘vergognosa’ la decisione della procura di Bergamo di convocare in procura come persona informata sui fatti il governatore lombardo Attilio Fontana. Per chiedere a lui, come già era stato fatto il giorno prima con l’assessore al Welfare Giulio Gallera, di ricostruire cosa è avvenuto nella Bergamasca in questi mesi, tra mancata istituzione di una zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, decisioni sulle rsa e sull’ospedale di Alzano. 
Ma è la stessa procuratrice, a sera, a dire ai microfoni della Rai che l’istituzione della zona rossa nella Bergamasca avrebbe dovuto  essere “una decisione governativa, da quel che ci risulta”. E’ la versione che hanno ribadito sia Fontana che Gallera, che pure avrebbe detto ai pm di aver capito solo in un secondo momento che anche la Regione avrebbe potuto farlo. Ed è quest’ultima versione quella invece confermata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ieri: “Anche la Regione poteva istituire la zona rossa, come previsto dalla legge: l’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978 numero 833, richiamato anche dall’articolo 3, comma2, del dl 6/2020, dà anche alle regioni la possibilità di istituire la zona rossa”.

Fontana, sentito per circa due ore, in procura mentre fuori era in corso la contestazione di un piccolo gruppo di antagonisti, ha toccato anche gli altri temi dell’indagine: da quanto si è appreso, avrebbe fornito chiarimenti sul caso del Pronto soccorso dell’ospedale di Alzano e negato di aver ricevuto “pressioni” dal mondo economico sempre in merito alla mancata creazione della zona rossa. In più gli sarebbero state poste domande sulle delibere regionali relative alle Rsa. I molti decessi avvenuti nelle strutture per gli anziani è uno dei capitoli su cui si indaga. Nei prossimi giorni è attesa la testimonianza del presidente della Confindustria Lombarda Marco Bonometti. Le indagini stanno andando avanti “serrate” e potrebbero portare a convocare come testimoni pure esponenti del governo o, ipotesi prematura, a uno stralcio di una loro tranche per essere trasmessa per competenza ad un’altra procura. milanorepubblica

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