PROTEZIONE PER LA MINISTRO AZZOLINA, IL VICEMINISTRO SILERI E IL GOVERNATORE FONTANA DOPO AVER RICEVUTO MINACCE

in Cultura/Politica

Negli ultimi giorni la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, il viceministro della Salute, Piepaolo Sileri, e il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, sono stati messi sotto scorta per le minacce ricevute. Nel caso della ministra la decisione è arrivata a seguito di minacce ricevute in queste settimane, anche via social. La ministra è scortata da due uomini della Guardia di Finanzagià da 3 giorni. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, invece è sotto scorta da due giorni. La misura è stata decisa dalla prefettura di Varese dopo che “il clima intorno al governatore lombardo si è fatto incandescente” con due murales, a Milano, cui viene apostrofato come “assassino” e minacce sul web.

L’assegnazione o la rimozione delle scorte non manca mai di sollevare critiche, ma – come emerge dall’ultimo rapporto dell’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale– il numero delle persone seguite è diminuito nel 2019.

QUANTE SCORTE IN ITALIA

Ma vediamo i numeri delle scorte in Italia. Le misure per le tutele personali sono passate da 618 a 569 nel periodo giugno 2018-giugno 2019 (gli ultimi dati disponibili sono quelli del primo semestre 2019). Andando nel dettaglio, sono aumentate le scorte per gli ex testimoni di giustizia e testimoni collaboranti(erano 10, ora sono 15); mentre sono diminuite per i familiari di collaboratori di giustizia (da 7 a 1). Ritocco al ribasso anche per gli esponenti di associazioni sindacali: il 1 giugno del 2018 erano sotto scorta in 6, un anno dopo sono soltanto 2.

Scende anche la quota dei consulenti governativi e docenti universitari sotto protezione: da 8 a 5. Come si vede nel grafico in alto, dove sono rappresentate le prime regioni italiane per numero di scorte assegnate, la prima è il Lazio. Qui, però, il numero diminuisce rispetto all’anno scorso: oggi sono 173 tutele contro le 209 di un anno fa. A seguire, la Sicilia con 124 contro i 142 del 2018. E poi, nella classifica regionale: terzo posto va alla Campania (70 contro i 68 dell’anno scorso), quarto posto per la Calabria (67, prima erano 69), quinto posto la Lombardia (40, nel 2018 erano 38). Meno scorte in assoluto, invece, nelle Marche con appena 1 tutela.

CHE COS’È L’UCIS

L’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale è stato istituito all’interno del dipartimento della Pubblica sicurezzadalla legge 133 del 2002. E’ composto da dirigenti della Polizia di Stato o generali dei Carabinieri. La direzione dell’Ucis viene affidata a un prefetto o dirigente generale della Pubblica sicurezza o a un generale dell’Arma dei carabinieri di livello equiparato. L’Ucis raccoglie e analizza le informazioni relative alle situazioni personali a rischio che il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (Sisde), il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (Sismi) e gli uffici e reparti delle forze di polizia sono tenuti a fornire e le individua le forme di sorveglianza più adatte per le persone da proteggere.

CHI DECIDE L’ASSEGNAZIONE DELLE SCORTE

Ogni prefettura determina il rischio di una persona sulla base delle segnalazioni che arrivano dalle forze dell’ordine. La valutazione viene effettuata in sede collegiale e l’Ufficio centrale raccoglie le informazioni e le legittima. I livelli di allerta sono quattro: il primo (il massimo) prevede l’assegnazione di tre auto blindate con tre agenti per ogni auto; il secondo prevede due auto blindate con tre agenti ciascuna, il terzo livello di allerta prevede un’auto blindata con due agenti a disposizione. Infine, il quarto livello prevede un’auto non blindata e uno o due agenti di scorta. Nel periodo 2018-2019 le scorte di primo livello di rischio sono scese da 20 a 15, quelle di secondo da 61 a 53, di terzo da 270 a 267 e di quarto da 267 a 234. Truenumbers