Pompeo: “Hong Kong non è più autonoma”. Sanzioni in vista per la Cina?

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Gli Stati Uniti non considerano più Hong Kong un territorio autonomo dalla Cina. Lo ha scritto il segretario Mike Pompeo dopo la nuova legge di sicurezza imposta da Xi Jinping all’isola-metropoli per spegnere le proteste. “È ormai chiaro che la Cina sta plasmando Hong Kong a immagine e somiglianza di sé stessa” ha aggiunto Pompeo.

Trattasi questo di un nuovo passo nell’escalation della tensione fra Stati Uniti e Cina. La mossa cinese, oltre ad aver messo a repentaglio l’autonomia di Hong Kong, potrebbe minare i rapporti commerciali privilegiati che l’ex colonia britannica intratteneva con gli Stati Uniti.

Già la scorsa settimana Pompeo aveva dichiarato come “aggirare l’assemblea legislativa di Hong Kong e ignorare la volontà della popolazione” fosse “una condanna a morte per quell’alto livello di autonomia che Pechino aveva promesso”. 

L’Amministrazione Usa è tenuta ogni anno a garantire davanti al Congresso l’autonomia di Hong Kong, costituendo questa il requisito perché il Congresso rinnovi le condizioni speciali di cui gode l’isola.

Le dichiarazioni del segretario, dunque, avranno conseguenze legali pressoché automatiche: il Congresso potrà ora procedere con le sanzioni nei confronti di Pechino.