Salta vertice Governo su riforma Csm?/ Bonafede-Conte, caos magistrati, silenzi Colle

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Caos magistrati, salta il vertice di Governo sulla riforma Csm: Bonafede, Conte, i silenzi di Mattarella e il caos dopo l’azzeramento dell’Anm

Anche solo da “riassumere” lo scandalo procure-Csm-Anm potrebbe dover impiegare giorni e giorni di racconti, fatti, accuse e indagini: al netto di tutto questo oggi, a quasi un anno da un simile annuncio dello stesso Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il Governo si doveva ritrovare per discutere della riforma Csm che proverebbe a normare l’assoluto caos che regna nella magistratura dopo le indagini e le intercettazioni su Luca Palamara, ex n.1 Anm e sospeso dal Csm dopo le inchieste a suo carico per corruzione.

In realtà l’incontro è stato per il momento rinviato, ma i nodi restano tutti: da quelle prime intercettazioni (che portarono ad un semi rinnovo del Consiglio Superiore di Magistratura con cambio di “linea politica” interna, da una maggioranza di centrodestra all’attuale invece di centrosinistra) un costante “terremoto” ha portato finora nessun cambiamento sulle norme del Csm, con i silenzi perdurati del Colle in merito (ma interverrà nei prossimi giorni nel plenum per provare a fare il punto della situazione) e con una riforma ancora tutta da scrivere.

Sembrava tramontato il “caso” quando poi altre intercettazioni pubblicate dai quotidiani hanno fatto emergere prima i costanti coinvolgimenti di Palamara con il mondo politico (e non) della sinistra, una sorta di “corte” presso cui da Zingaretti a Raoul Bova, da Lotti fino ai dirigenti della As Roma, chiedevano favori, promozioni o semplici pareri al deus-ex-machina all’epoca ancora nel Consiglio Superiore della Magistratura.

VERTICE GOVERNO SUL CAOS CSM: GLI SCENARI

Infine, la goccia che ha fatto traboccare il caso e fatto saltare le teste dei vertici dell’Anm: le intercettazioni sull’allora Ministro Salvini in cui si diceva che nei casi giudiziari su ong-migranti avesse ragione ma che «andava comunque colpito e fermato». Il caos politico è esploso e da quel giorno, ogni nuova alba porta all’emersione di nuove intercettazioni dove si delinea anche un particolare intreccio tra pm, giornalisti e politici che non contribuiscono affatto alla piena trasparenza dell’immenso scandalo-magistratura.

Nel pieno del caos tra procure e politica, ad una settimana dal suo “salvataggio” in aula da mozione di sfiducia per un caso “parallelo” (rapporto con le scarcerazioni dei boss e le accuse del neo-membro Csm Nino Di Matteo) il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è tornato sulla sua idea originaria lanciata un anno fa di voler mettere in atto una piena riforma del Csm per provare a spegnere lo scandalo: alle ore 18 oggi il Guardasigilli aveva convocato un vertice di Governo per dirimere il Ddl ma ieri sera Palazzo Chigi ha rinviato l’appuntamento per i troppi lavori da preparare in Aula alla Camera e al Senato dei prossimi giorni. Restano però i nodi politici, con Italia Viva che spinge per andare oltre all’accordo trovato in novembre su collegi uninominali che vadano a sostituire il collegio unico nazionale al momento previsto per il meccanismo di voto nel Csm.

«La giustizia in questo Paese – insiste il capogruppo di Iv a palazzo Madama, Davide Faraone – va profondamente riformata, non basta un ritocco. Csm, prescrizione, carriere dei magistrati, processi lenti, carceri, pene, ingiusta detenzione: c’è tanto lavoro da fare». Ad accelerare ancora è poi lo stesso Matteo Renzi, «C’è uno scandalo incredibile sulla giustizia di cui non parla nessuno»; di contro Bonafede dopo gli scandali Anm si era detto amareggiato, «Il terremoto che sta investendo la magistratura italiana impone una risposta tempestiva delle Istituzioni. Ne va della credibilità della magistratura, cui il nostro stato di diritto non può rinunciare». Mattarella continua il “silenzio” sul tema magistrati ma non è da escludere che al Quirinale stia cercando di convincere il Governo ad attuare una riforma allargata e condivisa da più forze politiche possibili, magari coinvolgendo quella stessa Lega che con gli attacchi a Salvini si è sentita “minacciata” dal potere giudiziario. ilsussidiario

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