Tunisia, sit-in in Parlamento e sciopero della fame dei deputati Pdl

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La protesta è contro il presidente Ghannouchi anche per il suo incontro con Erdogan

  Dal 13 maggio scorso i deputati del Partito Destouriano libero (Pdl), formazione politica laica ispirata al Bourghibismo e guidata dalla pasionaria Abir Moussi – con simpatie non celate per il periodo dell’ex presidente Ben Ali – sono in sit-in all’interno del Parlamento per protestare contro il presidente del Parlamento Rached Ghannouchi.
    I deputati chiedono a Ghannouchi di riferire in aula per “chiarire i suoi contatti senza preavviso con i Paesi stranieri” in riferimento ad un suo incontro con il capo dello Stato turco, Recep Tayyip Erdogan. Dal 20 maggio inoltre i deputati del Pdl hanno innalzato il loro livello di protesta iniziando uno sciopero della fame, accusando il presidente del Parlamento di violazione delle norme diplomatiche, chiedendo che venga sentito sui motivi di una sua telefonata con il presidente dell’Alto consiglio di Stato libico, Khaled Al-Mishri, appartenente all’organizzazione dei Fratelli musulmani. Domanda rifiutata dall’ufficio di presidenza dell’aula per “mancanza di basi giuridiche”.
    Intanto, lo stato di salute del deputato Mejdi Boudhina è peggiorato a causa del suo sciopero della fame ed è stato soccorso dai medici.
    Anche quattro gruppi parlamentari, ‘Qalb Tounes’, ‘Riforma nazionale’, ‘Tahya Tounes’ e ‘Al-Moustakbal’ hanno invitato in una missiva congiunta il presidente del Parlamento a rispettare le pratiche diplomatiche ed evitare interferenze di poteri, oltre a rispettare le costanti della diplomazia tunisina di non interferenza negli affari stranieri.
    “Le posizioni espresse ed emesse dalla Presidenza del Parlamento in merito agli affari esteri non rappresentano in alcun modo la posizione del Parlamento e non la impegnano in alcun modo fino a quando tali posizioni non saranno state discusse e approvate in aula”, si legge nella mozione. I quattro gruppi affermano che la loro dichiarazione congiunta è il risultato della “ripetuta interferenza del presidente Ghannouchi nella politica estera della Tunisia, che di fatto coinvolge lo stato tunisino nei conflitti interni di alcuni paesi e nelle lotte degli assi regionali, in totale contraddizione con le posizioni ufficiali”.
    Il governo al-Sarraj in Libia aveva riferito nei giorni scorsi di una telefonata tra il premier libico Fayez al-Sarraj e Rached Ghannouchi, nel quale il presidente del parlamento tunisino si era congratulato con al-Sarraj per la liberazione della base aerea di Al-Watiya da parte delle forze del Gna. Una dichiarazione che ha provocato reazioni controverse in vari gruppi parlamentari e partiti politici tunisini, contro qualsiasi interferenza negli affari libici e qualsiasi coinvolgimento nella politica interna di altri paesi. Ansa

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