L’ultima intervista a Giovanni Falcone: “In Italia per essere credibili bisogna essere ammazzati”

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Correva l’anno 1992 e che la mafia avesse attaccato a breve Falcone e Borsellino era nell’aria, era solo una questione di settimane.Si racconta che una sera Paolo Borsellino disse in senso ironico, ma allo stesso tempo reale a Giovanni Falcone, il suo grande amico di sempre, queste parole:“Giovanni, ho preparato il discorso da tenere in chiesa dopo la tua morte: ”Ci sono tante teste di minchia: teste di minchia che sognano di svuotare il Mediterraneo con un secchiello… quelle che sognano di sciogliere i ghiacciai del Polo con un fiammifero… ma oggi signori e signore davanti a voi, in questa bara di mogano costosissima, c’è il più testa di minchia di tutti… Uno che aveva sognato niente di meno di sconfiggere la mafia applicando la legge”.E’ così è stato, a distanza di tre decenni la mafia esiste ancora e la legge non è ancora in grado di sconfiggerla del tutto.Qualche giorno prima della sua morte Giovanni Falcone rilasciò l’ultima intervista in una Tv pubblica, per la precisione alla trasmissione “Babele” , condotta da Corrado Augias, in onda su Rai tre, dove sosteneva con amarezza che in Italia “per essere credibili bisogna essere ammazzati”. Continua….