ECCO PERCHÉ LA RUSSIA HA INVIATO GLI AEREI IN LIBIA

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C’è forse un limite che le forze filo turche e filo Al Sarraj in Libia non dovevano oltrepassare: quello cioè di esibire come un trofeo i mezzi russi sequestrati al generale Haftar durante le ultime avanzate territoriali in Tripolitania. Da Mosca non hanno affatto gradito le scene viste dopo la vittoria di Al Watiya, base militare in mano ad Haftar conquistata nei giorni scorsi dalle milizie vicine al governo di Al Sarraj, celebrata con tanto di Pantsir russo tolto agli uomini del generale portato in trofeo per le strade di Tripoli. Da qui dunque l’esigenza della Russia di replicare e lanciare nuovi forti segnali circa la sua presenza in Libia. Ed infatti nella giornata di giovedì, come scritto su InsideOver, si sono diffuse voci sull’arrivo di otto aerei militari russi nell’est della Libia, a sostegno di Haftar. Ed ora si guarda con molta attenzione alle prossime evoluzioni. insideover

Gli aerei sistemati ad Al Jufra

Né da Mosca e né da Bengasi, dove vi è il quartier generale del Libyan National Army guidato da Haftar, sono giunte conferme circa la presenza degli aerei militari russi in Libia. Tuttavia non sono arrivate nemmeno smentite. Mercoledì sera il numero uno dell’aviazione dell’esercito di Haftar, Saqr al-Jaroushi, ha sì parlato di un’imminente nuova campagna aerea contro le postazioni dei miliziani filo Al Sarraj e contro i gruppi filo turchi che appoggiano Tripoli, ma non ha specificato se per attuare i prossimi bombardamenti verranno o meno impiegati gli aerei russi. Il primo a lanciare la notizia dell’arrivo dei mezzi militari di Mosca in Libia, è stato mercoledì sera il ministro dell’interno libico, Fathi Bashaga, in un’intervista a Bloomberg Tv.

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