Pollini, mai così alti come in questa stagione. Un incubo per gli allergici, ai tempi del coronavirus

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E’ una primavera da incubo per chi è allergico ai pollini. L’ultimo bollettino fornito dalla Fondazione Edmund Mach e da APSS Pollini ha rivelato che i livelli di pollini di carpino e betulla sono stati “alle stelle”: il picco, raggiunto ad aprile, infatti è stato addirittura sei volte superiore alla media degli ultimi 30 anni.

Rinite, occhi che lacrimano e starnuti. Chi è allergico in questo momento ha attraversato e sta attraversando uno dei momenti peggiori dell’anno e il 2020 si è rivelato anche un anno particolarmente difficile per chi è soffre a causa dei pollini di carpino nero e betulla, presenti in concentrazioni eccezionalmente elevate.

Il monitoraggio aerobiologico condotto dalla Fondazione Edmund Mach ha permesso di scoprire che il polline di queste due piante arboree, particolarmente allergenico, ha raggiuntoun picco ben sei volte superiore alla media degli ultimi trent’anni, il secondo per intensità dopo quello verificatosi nel 2012 per la betulla e nel 2018 per il carpino nero.

“Ora le concentrazioni dei pollini di carpino nero e betulla sono in diminuzione – spiega Elena Gottardini del Centro di Monitoraggio Aerobiologico della FEM di San Michele-, ma restano ancora elevate e al di sopra della media”.

Lo sanno bene le perone che soffrono di allergia a tali pollini. L’APSS ha segnalato che sono state tante le telefonate e le richieste di informazioni da parte di pazienti allergici, preoccupati dalla presenza di sintomi particolarmente forte e persistente, molto più intensi rispetto agli scorsi anni: tra questi ostruzione nasale, congiuntivite, tosse ed asma.

“Le condizioni che hanno determinato l’attuale stato dei parchi e delle aree verdi in città non aiutano, ovunque l’erba è alta e le specie ruderali, parietaria, lancuiuola hanno potuto colonizzare ampie porzioni delle nostre strade. Il forte aumento della temperatura e la persistente siccità potrebbero accorciare il periodo di fioritura”, spiega l’Uiversità di Tor Vergata.

Allergie ai tempi del coronavirus

I disturbi infatti hanno coinciso con il picco dell’emergenza Covid 19 e in molti hanno temuto che potesse trattarsi di coronavirus, ma l’assenza di febbre e la risposta alla terapia farmacologia ha permesso di differenziare le due patologie.

Cosa ci attende? Come ha spiegato il Centro di monitoraggio aerobiologico della FEM, adesso è iniziato il lungo periodo di fioritura della parietaria, che raggiungerà il picco in estate e proseguirà a rilasciare polline in atmosfera fino in autunno.

Come ha spiegato Antonella Cristofori della Fondazione Edmund Mach,

“i pollini di graminacee persistono in concentrazioni alte ma sono in diminuzione. I pollini di urticacee tra i quali la parietarie sono in concentrazioni medie e in progressivo aumento”. greenme.it

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