Luca Sacchi, il gesto di Anastasiya Kylemnyk in tribunale: uno sfregio ai genitori, la rabbia della madre

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Vi ricordate Anastasiya Kylemnyk, la 25enne ucraina al centro del caso Luca Sacchi, il ragazzo ucciso a colpi di pistola fuori da un pub a Roma lo scorso ottobre? La bionda dei misteri, la ex fidanzata di Luca il cui ruolo in quell’omcidio non è mai stato chiarito del tutto. Ieri, lunedì 18 maggio, era chiamata in aula di tribunale, imputata nel caso ma non per omicidio, l’accua è quella di detenzione e spaccio di stupefacenti. Già, al centro di quella vicenda, di quella morte, c’è proprio la droga, questa una delle poche certezze. Bene, Anastasiya. “camicetta chiara a fiorellini in tono con colletto bianco, pantalone e golfino nero, capelli biondi legati con una treccia che incorona la parte alta della nuca – scrive il Corriere della Sera -, è ferma e silente per tutto il tempo in cui è possibile vederla, prima di entrare nell’udienza a porte chiuse”. Ma non solo: era la prima volta dalla morte di Luca che la ragazza incontrava i genitori della vittima, persone che la avevano di fatto adottata, che le avevano spalancato le porte di casa. Bene, a loro Anastasiya non ha dedicato neppure uno sguardo, un cenno di saluto, neppure quando per problemi di collegamento con gli imputati detenuti a Rebibbia, gli esecutori materiali dell’omicidio, tutti sono stati costretti a spostarsi nell’aula della corte d’Assise. Il punto è che quando la signora Tina, madre di Luca Sacchi, è uscita dalla seconda aula – dove i giornalisti non potevano entrare – ha scaraventato una carta in un cestino, un gesto di rabbia. Il marito, Alfonso, e l’altro figlio, hanno raccolto lo sfogo di Tina: “In aula quella ragazza ci guardava quasi come una sfidasenza abbassare lo sguardo. Se penso che l’abbiamo accolta e le abbiamo dato nostro figlio, mi vengono i brividi. Non credo che abbia mai amato Luca, né che abbia sofferto per la sua morte”. Già, dopo l’iniziale freddezza, secondo la madre di Luca, Anastasiya li fissava, li sfidava. Quasi come se fosse uno sfregio. Un gesto che sta facendo molto, moltissimo rumore. Il padre Alfonso, poi, ha aggiunto: “Per noi è stato un impatto emotivo forte, lei invece è fredda come il marmo. Sembra avere dei tic nervosi ma non mostra emozioni. Bastava un saluto, una parola, sembrava un’estranea. Poteva scriverci in questi mesi e invece niente”, ha concluso . libero quotidiano

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