Silvia Romano libera, pagato un riscatto. Matrimonio e conversione all’Islam: i punti oscuri

in Diritti Umani

La cooperante italiana Silvia Romano dopo essere stata liberata ha detto di essersi convertita all’Islam. Quando gli 007 italiani l’hanno prelevata nello scambio con i rapitori aveva il capo coperto e gli abiti tradizionali delle donne somale, e quando è stata portata nell’ambasciata italiana in Somalia avrebbe detto di non volersi cambiare d’abito perché è “una convertita”, spiega il Corriere della Sera. La ragazza avrebbe poi detto di voler parlare con la madre per spiegarle tutto. Da chiarire anche il caso del riscatto che secondo quanto si apprende sarebbe stato pagato per il rilascio della cooperante rapita oltre un anno e mezzo fa. Per approfondire leggi anche: Riscatto pagato, Silvia Romano libera. Ma in Italia un’altra prigioniaLa notizi dell’adesione all’Islam della giovane dopo mesi di prigionia jihadista era iniziata a circolare mesi fa quando si era ipotizzato che avesse sposato uno dei carcerieri. Silvia Romano parlerà presto anche di questo con i magistrati. Sarà ascoltata nel pomeriggio dal pm della Procura di Roma Sergio Colaiocco e dagli ufficiali dell’antiterrorismo del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma dei Carabinieri nella caserma dei Ros della capitale.Dopo l’arrivo in Italia previsto all’aeroporto di Ciampino Silvia Romano, liberata ieri in Somalia, sarà sentita dagli inquirenti, che sulla sua scomparsa avevano aperto un fascicolo per sequestro di persona per finalità di terrorismo, per ricostruire le varie fasi del rapimento. Il colloquio con i pm verrà effettuato nel rispetto delle normative legate all’emergenza legata al coronavirus. La cooperante che collaborava con la onlus marchigiana “Africa Milele” era stata rapita più di un anno e mezzo fa, il 20 novembre 2018 da un commando di uomini armati nel villaggio di Chakama, a circa 80 chilometri a ovest di Malindi, in Kenya mentre seguiva un progetto di sostegno all’infanzia. Il tempo