Coronavirus, medico Spallanzani: “Non è letale. Soggetti asintomatici non contagiano”

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A “Pomeriggio 5” il dottor Vincenzo Puro ha detto che per essere contagiati ci vuole “un tempo minimo di 15 minuti” di contatto interpersonale. Non ci sono evidenze scientifiche su una ripresa del covid-19

Dichiarazioni choc, ma in senso positivo, quelle rilasciate a “Pomeriggio 5” dal dottor Vincenzo Puro, Direttore dell’Unità Prevenzione e Protezione dell’istituto Spallanzani di Roma. Il medico, ha riferito che l’infezione “non è letale”, come viene percepita dai più attraverso una comunicazione distorta, ma “lo può diventare se colpisce pazienti fragili come gli anziani”.

Non solo, il direttore ha chiarito che i pazienti asintomatici, cioè coloro che stanno bene pur essendo risultate positive al tampone non sono potenziali trasmettitori come abbiamo appreso finora dal governo e dai suoi comitati scientifici.

Nel dettaglio, spiega Puro, il paziente proprio in quanto asintomatico “emette poche goccioline da non poter andare a contaminare altre persone. E’ ritenuta una modalità poco significativa di trasmissione perché se lui (il paziente senza sintomi) non tossisce, non starnutisce, ma sta bene la possibilità che trasmetta il virus è oggettivamente molto bassa. Quindi l’asintomatico è molto poco contagioso appunto perché non emette queste famigerate goccioline”.

Altra notizia positiva, che contrasta con le teorie del governo che per questo motivo ha adottato provvedimenti durissimi chiudendo il nostro Paese, è che il contagio non avviene se ci si incontra sfiorandosi per strada o nei centri commerciali. “Per essere contagiati ci vuole un tempo minimo di 15 minuti” di contatto interpersonale con persone positive e sintomatiche (influenzati), ha affermato Puro che comunque ha premesso che in questo contesto di regole di prevenzione occorre mantenere le distanze di sicurezza e lavarsi le mani.

Il dottor Puro alla conduttrice Barbara D’Urso ha anche spiegato che non ci sono evidenze scientifiche che possano attestare una ripresa ripresa del covid-19. “Non ci sono assolutamente evidenze. Come in altre malattie infettive, – ha detto -, si pensa che la cosa possa avvenire”. Al momento, spiega però il medico, “non si è verificata in maniera significativa come con i cugini del coronavirus, cioè la Sars e la Mers che abbiamo conosciuto negli anni passati. E’ una ipotesi che la scienza considera ma al momento non c’è evidenza”.secondopiano

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