CORONAVIRUS, DA CHE PARTE STA L’OMS?

in Editoriale

di SOUAD SBAI

A causa del coronavirus, è finita “sotto osservazione” anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Davvero la condotta dell’agenzia Onu è stata finora così “sino-centrica”, come denunciato da Donald Trump? Non si può negare che la decisione di sospendere i finanziamenti americani sia anche correlata alla grave situazione negli Stati Uniti, dove la Casa Bianca fa obiettivamente fatica ad alleggerire il peso delle proprie responsabilità nell’ondata di pandemia che sta travolgendo il Paese. D’altro canto, le ambiguità filo-Pechino dell’Oms sono emerse in maniera nitida sia agli occhi degli esperti che dell’opinione pubblica, a prescindere dalla posizione di scontro assunta da Trump. Basti ricordare l’attesa fino al 30 gennaio per suonare il primo campanello d’allarme; la critica alla chiusura dei voli provenienti dalla Cina; gli elogi sperticati del “lockdown” imposto da Pechino come modello di contrasto al virus; l’aver basato le proprie valutazioni sui dati forniti dalle autorità cinesi, secondo molti scienziati di dubbia attendibilità (si veda, in proposito, l’aspra polemica sulla rilevanza dei soggetti asintomatici, ignorati da Pechino e quindi dalle direttive dell’Oms che sono state seguite pedissequamente dal governo italiano. La restrizione dei test con tampone ai soli soggetti con sintomi evidenti, è stata una delle cause fondamentali della diffusione del contagio tra il personale sanitario e nella società). PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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