Covid-19 Italia, multe boom nel weekend: via ai controlli a tappeto contro l’esodo di Pasqua

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Non sono bastati gli appelli della politica e nemmeno quelli degli esperti: troppe persone in Italia hanno iniziato a violare i divieti imposti dal governo per tentare di arginare l’emergenza coronavirus. Il risultato? Proprio quando la percentuale dei contagi inizia gradualmente a scendere, facendo sperare tutto il Paese, c’è il rischio che comportamenti avventati, dettati dalla stanchezza e dall’insofferenza, o semplicemente dalla superficialità, facciano nuovamente precipitare la situazione. E le conseguenze potrebbero essere devastanti.

L’allarme è ovviamente, per il week-end di Pasqua. Tanto che il Viminale ha già annunciato una stretta sui controlli. Lo scopo è evitare il più possibile esodi, gite fuori porta, ricongiungimenti familiari improvvisi, trasferimenti non giustificati nelle seconde case.
Un assaggio di quello che potrebbe succedere c’è già stato durante questo fine settimana di sole: sabato c’è stato un boom di sanzioni e denunce in tutta l’Italia.

I DATI
Circostanza che preoccupa, non poco, il governo. Nonostante sia stato effettuato un numero ridotto di controlli rispetto ai giorni scorsi – ce ne sono stati circa 30mila in meno – le multe sono aumentate e hanno superato quota 9.300. E’ il numero più alto dal 26 marzo, cioè da quando è entrato in vigore il nuovo decreto. Nello specifico, 9.284 persone sono state sanzionate per essere state trovate fuori casa senza una valida giustificazione.

Altre 54 hanno dichiarato il falso nell’autocertificazione, mentre 10, pur essendo positive al virus, hanno violato la quarantena. Sono invece stati 173 gli esercizi commerciali sanzionati, 14 quelli chiusi provvisoriamente e 13 quelli chiusi del tutto.

Venerdì, su 254.959 persone controllate, 8.187 erano state sanzionate, mentre 113 erano state denunciate, mentre il giorno precedente c’erano state 7.659 sanzioni e 107 denunce. Dati che avevano già allarmato il dipartimento di pubblica sicurezza, che in queste ore è al lavoro per studiare un piano anti-esodo, al quale si unirà un appello fatto dai membri del governo per convincere le persone a restare in casa. La speranza è quella di fare leva sul senso di responsabilità. Anche se i dati degli ultimi giorni non sono incoraggianti.

Non ci sarà un controllo casuale, ma verranno organizzati veri e propri check point nelle aree strategiche e in prossimità di tangenziali e autostrade, in modo da poter fermare il maggior numero possibile di veicoli.

Sorvegliati speciali anche i treni e le stazioni. Insomma, le ispezioni per arginare le violazioni diventeranno ancora più severe. Dall’11 marzo al 4 aprile le forze di polizia hanno già controllato 4.859.687 persone e 2.127.419 esercizi e attività commerciali. Complessivamente le contestazioni sono state 176.767. Tra queste si contano 115.738 denunce per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e 61.029 per violazioni amministrative, dopo l’entrata in vigore, il 26 marzo scorso, del decreto legge che ha modificato la disciplina delle sanzioni.

Dettagli interessanti emergono anche da un sondaggio Coldiretti/Ixè sui comportamenti degli italiani ai tempi del coronavirus. L’11% non rispetta le indicazioni e i divieti in termini di uscite da casa, spostamenti e distanze sociali. Quasi un italiano su 3 – sottolinea la Coldiretti – non resiste nemmeno 72 ore prima di dover uscire per fare la spesa. Ed è proprio questa la giustificazione più utilizzata nelle autocertificazioni. Nel 38% delle case, inoltre, sono state fatte scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore di non trovare più cibo disponibile in vendita. il messaggero