Mazagão: Due Cittá e un Solo Cuore

in Opinione
Cisterna d’acqua

Di Ahmed Ouagandar

Una storia tanto straordinaria quanto sconosciuta. L’”Odissea” di una fortezza portoghese, chiamata Mazagão. Fondata all’inizio del XVI secolo . Fu abitata da circa 2200 cittadini portoghesi. Città situata ai margini della costa atlantica del Marocco. Alla fine del 1769, e dopo il lungo assedio da parte di oltre 125.000 soldati moreschi e berberi, il governo di Lisbona decise di evacuare tutta la popolazione della fortezza per poi distruggerla. Centinaia di famiglie furono trasferiti, contro la loro volontà, in Brasile attraverso l’Oceano Atlantico. Dopo una sosta di alcuni mesi a Lisbona, gli abitanti di Mazagão furono poi trasferiti definitivamente in Amazzonia. Partirono da Bélem, in piccole imbarcazioni, destinazione la Nova Mazagão , una nuova città costruita per loro dagli indiani. Mazagão era una colonia in terra straniera fondata da stranieri sul suolo marocchino, per poi rinascere in un’altra terra straniera altrove, con i suoi identici abitanti e il nome di prima. Non ha soltanto una sola storia, ma persino una doppia esistenza: una sul suolo maghrebino e l’altra su quello americano. In effetti, Mazagão è un forte simbolo della amara vicenda di una intera popolazione. Un gruppo di persone che si rifugiò altrove ricostruendo una nuova copia della vecchia città in Brasile, nel 18° secolo. Erano persone che avevano abbandonato definitivamente le loro radici africane, ma non la loro stupenda vecchia dimora collettiva. Un luogo molto amato lasciatosi dietro amaramente, nel continente nero. Colpiti dall’amore infinito per la loro fortezza e forse dal famoso ‘’ mal d’Africa’’. È una bella storia di una memoria cittadina sopravvissuta nella mente e nel cuore degli ex-abitanti di un luogo meraviglioso. Un forte ricordo portato dall’altra parte dell’oceano. Una vicenda d’amore e di esilio come ce ne sono pochi negli archivi della memoria umana. E’ una epopea così poco conosciuta di una città che attraversò l’Atlantico.Mazagão è una parola che viene dal berbero “Mazighan” e che sta per “acqua del cielo”, termine usato dai nativi del Marocco per designare i pozzi destinati a raccogliere l’acqua piovana, per i bisogni della popolazione di allora. Non e’ un caso che troviamo ancora delle bellissime cisterne d’acqua, ben conservate, nell’attuale Mazagão marocchina.La colonizzazione delle coste marocchine sull’Oceano Atlantico iniziò nella seconda metà del XV secolo, quando il re Lusitano Afonso V (1448-1481), noto con il soprannome l’”africano”, per la sua famosa lotta contro i Mori del nord Africa, dal XIV secolo in poi, sotto l’impulso della corsa alla scoperta del nuovo mondo. Una avventura guidata da Enrico di Aviz detto Enrico il Navigatore (1394-1460) e poi da Fernando Magellano(1480-1521). Il Portogallo cominciò una vasta impresa di scoperte delle isole e delle coste del Sud Atlantico. Per bypassare l’Africa, i lusitani lottarono per raggiungere l’Oceano Indiano nell’intento di sviluppare il loro commercio con l’India.Da qui nacque la necessità di costruire delle fortezze lungo la costa atlantica del Marocco, un posto importante e strategico per la fornitura e la sicurezza delle loro navi. Cosi nacquero le prime città di lingua portoghese da nord a sud del paese nordafricano. Centri importanti che furono usate come appoggio per la coesione commerciale, lo scambio di informazioni e soprattutto la sicurezza militare. Diversi avamposti vennero costruiti lungo il litorale marocchino. Tra questi troviamo Ceuta, un’enclave tutt’oggi sotto il dominio Spagnolo, Alacacer Ceguer, Tanger e Arzila nel nord del paese. Ci sono altre fortezze nel sud del paese come Azemmour, città natale di Estebanico o Stefano il Nero e poi la famosa Mazagão, oggi chiamata El Jadida ( la Nuova), che ha una posizione centrale tra Tangeri e Agadir. Mazagão o El Jadida è una città situata nella regione di Doukkala che offre incomparabili vantaggi naturali e non solo. La baia in cui si trova è considerata il più sicuro punto di ancoraggio di tutta la costa atlantica del Maghreb. La suddetta regione costituisce una delle zone agricole più ricche del paese. La storia lo testimonia da quando già durante l’occupazione romana, il suo grano conquistò la sua reputazione soprattutto nell’ Europa di allora.Nel 1541, Mazagão fu una superba fortezza ben bastionata. Un modello perfetto che servì a Benedetto da Ravenna, l’architetto italiano, come banco di prova per alcune delle sue idee. Quest’ultime sviluppate poi per la difesa di diverse roccaforti in Europa. A tal proposito, lo storico Carlo Ginzburg disse: “È così che questa città bastione situata al confine tra cristianesimo e islam è diventata la prima città ideale del Rinascimento al di fuori dell’Europa’’. Infatti, fu una vera e propria roccaforte nel paese moresco.Verso la seconda metà del 18° secolo, la città fu assediata dall’esercito del Sultano Sidi Mohamed Ben Abdallah, con un numero enorme di soldati totalmente sproporzionato a quello portoghese. Date le dimensioni dell’assedio, un accordo di pace tra i due paesi venne firmato. Così il Sultano decise di allentare la pressione sulla fortezza. Tuttavia, il re del Portogallo chiese l’evacuazione immediata della città nel 1769, per evitare un imminente nuovo attacco . Approfittandosi della tregua, tutti gli abitanti della cittá, con tutti i loro effetti personali, vennero portati via attraverso Porta do mar (“Porta del mare”). La principale porta della fortezza che si apre direttamente sull’oceano, cosi I portoghesi iniziarono il loro ritiro l’ 11 marzo 1769. Dopo un periodo di transizione a Lisbona, nel 15 settembre dello stesso anno, le loro navi salperanno nuovamente verso l’Amazzonia.Da allora i Mazaganisti iniziarono una nuova avventura collettiva lungo il rio Mutuacà, nell’Amapa, portando, con loro, il ricordo della Mazighan marocchina nella mente e nel cuore. Un sogno che venne realizzato attraverso la costruzione della ‘’ Nova Mzagão’’ brasiliana. Una città che continua ad esistere quindi dal 23 gennaio 1770, il cui piano di urbanizzazione fu elaborato dall’architetto italiano Domingo Sambucetti. La Nova Mazagão e’ un simbolo concreto di una memoria collettiva di una lunga e difficile traversata avventurosa dell’Oceano Atlantico. Un fatto storico e triste accaduto oltre 250 anni fa. Un conflitto che ha diviso l’antica città-fortezza in due , una in Marocco ed un’altra in Brasile. Un luogo con due anime, in due diversi continenti, divise da un Oceano.