Coronavirus, la truffa della finta raccolta fondi per il San Camillo di Roma

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Non si fermano gli atti di sciacallaggio messi in atto da quanti intendono sfruttare l’emergenza coronavirus. L’ultimo nella Capitale individuato dalle Forze dell’Ordine ai danni dell’ospedale San Camillo oggetto anche di un sabotaggio ieri notte al laboratorio dei test sul quale si sta indagando. «Ecco l’ennesima truffa della falsa raccolta fondi smascherata dalla Polizia postale in questo periodo di emergenza per Covid19 – si legge sul profilo social della Polizia di Stato-. Questa volta il “beneficiario” sarebbe stata la terapia intensiva dell’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma. La pagina Facebook, chiamata “Emergenza Crowdfunding San Camillo”, descriveva la situazione drammatica di medici e infermieri costretti a costruirsi camici con buste della spazzatura. Giocando sulla sensibilità delle persone, i truffatori invitavano a versare delle somme di denaro su una carta postepay».Indagini della Procura sul tentato attacco hacker allo SpallanzaniQuindi l’invito a segnalare i casi sospetti al portale:https://www.commissariatodips.it/segnalazioni/index.html. La pagina con il raggiro mascherato da raccolta fondi è stata chiusa ma resta alta l’attenzione su altri possibili casi di truffe attraverso esche costruite ad arte su messaggi fake. A indagare su questo fenomeno inqualificabile la Procura di Roma e gli agenti del nucleo della Polizia postale già impegnati sul fronte del tentato attacco hacker all’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani. I casi del finto volantino del Ministero dell’Interno e del tampone a domicilioPoco prima c’era stato il finto volantino che avvertita «eventuali non residenti degli stabili a lasciare le abitazioni ospitanti per rientrare nel proprio domicilio di residenza».Portava il logo, fasullo, del Ministero dell’Interno ed era apparso sui portoni di vari stabili in diversi quartieri romani. Una truffa smascherata dai poliziotti del commissariato Appio Nuovo dopo le segnalazioni dei cittadini che non l’avevano bevuta. E sempre nella Capitale e dintorni giorni fa un altro fake sui test a domicilio per verificare il contagio da Covid-19. L’allerta in quel caso fu lanciata direttamente dalla Regione Lazio. «Sta girando in queste ore una finta nota audio di una donna che afferma essere un’operatrice della Protezione civile regionale ed annuncia che passeranno nei prossimi giorni ad eseguire il tampone casa per casa -diceva l’avviso- È una truffa. Invitiamo i cittadini a non far circolare questa bufala, ma soprattutto a non aprire la porta di casa ad operatori senza tesserino senza che vi sia stato un contatto telefonico precedente». La stampa