Esami rapidi del sangue per tornare al lavoro: il Governo studia la fase 2, le aziende ci pensano

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Si tratta di esami che identificano la presenza di anticorpi al virus e quindi se il contagio è già avvenuto con la conseguente immunizzazione.

La fase due, quella della riapertura graduale dell’Italia, potrebbe passare per un test di massa per scoprire chi si è già immunizzato perché ha già avuto il Covid 19 e magari neanche se ne accorto. Il Governo ci sta lavorando e aspetta che i tecnici del Comitato scientifico possano validare i test sierologici, già nei prossimi giorni, visto che molti ancora non sono proprio affidabili. Si tratta di esami rapidi del sangue che identificano la presenza di anticorpi al virus e quindi se il contagio è già avvenuto con la conseguente immunizzazione.

Test in attesa di linee guida
Questi test potranno aiutare a comprendere per esempio quante siano state le persone hanno avuto il virus in Italia, oltre ai casi diagnosticati.
Soprattutto nella fase della riapertura diventa importante individuare chi ha avuto l’infezione, ma senza sintomi o con sintomi così lievi da non avere avuto la diagnosi. Lo scopo è quello di definire se una persona è stata colpita dal virus, anche inconsapevolmente, e quindi per un certo periodo di tempo è immune. Dati cruciali se si vuole ripartire.

Tanto è vero che il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia anche di fronte alle iniziative fai da te di varie Regioni ha chiarito che servono con urgenza delle linee guida chiare:  «È illusorio pensare a un mondo senza positivi tra un mese». «Le linee guida sanitarie devono essere decise dal Comitato scientifico – aggiunge Boccia – per cui auspico linee guida urgenti sui test». sole24ore

Il Comitato in effetti ci sta lavorando e potrebbe esprimersi presto: «Grazie a questi test «sarà possibile avere un quadro completo dell’epidemia in Italia», avverte Franco Locatelli presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Comitato che consiglia il Governo. Dati utili questi che «saranno utilizzati strumentalmente per la ripresa delle attività produttive in determinate aree». «Li faremo – ha aggiunto Locatelli – lavorando insieme alle Regioni e ai medici del lavoro delle fabbriche». 

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