Coronavirus, Pasqua senza riti: saltano novemila processioni

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​Coronavirus, Pasqua sarà senza riti e in Italia salteranno novemila processioni. Il liturgista monsignor Claudio Magnoli: «L’auspicio è che il Corpus Domini segni la fine della reclusione, sarebbe il miglior ringraziamento». Pasqua, dunque, sarà a porte chiuse e senza riti religiosi. Considerando le processioni liturgiche che senza l’emergenza coronavirus avverrebbero in tutte le 25mila parrocchie sul territorio, e quelle legate alla pietà e alla devozione popolare, i riti che il Covid-19 farà saltare nella settimana di Pasqua sono un numero importante, intorno ai novemila. Ragionevolmente – spiega all’Adnkronos monsignor Claudio Magnoli, docente di Liturgia presso la facoltà teologica dell’Italia settentrionale che il Papa ha nominato consultore della Congregazione per il Culto divino- le processioni ‘vittima’ del coronavirus sono intorno alle novemila. Dato non scientifico ma verosimile se si considerano il numero delle parrocchie in Italia e i riti che ruotano attorno alla Settimana Sants nel nostro Paese».Il liturgista Magnoli analizza il quadro legato ai riti pasquali: «La prima processione ufficiale liturgica è quella di domani, Domenica delle Palme, che ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme: non sarà fatta da nessuna delle 25 mila parrocchie in Italia. Allargando il conteggio ai riti del Triduo Pasquale, specie il Venerdì Santo e la domenica mattina di Pasqua, ci sono processioni o della Madonna addolorata o del Cristo morto compianto o le processioni dell’incontro tra Maria e il Risorto che fanno parte di un complemento del discorso liturgico e sono più legate alla pietà e alla devozione popolare. I conti tornano. Non è eccessivo parlare di circa novemila riti che saltano».Ad essere in stand by, però, annota ancora il liturgista mons. Claudio Magnoli, ci sono anche le processioni immediatamente successive alla Settimana Santa. « Il Corpus Domini – dice il liturgista – cade nella seconda settimana di giugno e viene celebrato con la processione da tutte le parrocchie . Quest’anno sarà sotto l’intervento del coronavirus o no? Non sono figlio di profeti ma l’augurio è che la reclusione da Covid-19 si possa sciogliere per allora, sarebbe una forma di ringraziamento».«Altri riti ‘sub indice’ – fa notare ancora mons. Magnoli – ma che stando alla situazione attuale rischiano di ricadere nell’intervento del coronavirus, sono le processioni mariane del mese di maggio, molto popolari . Ci muoveremo di più con la mascherina ma credo saranno off limits per il concorso di popolo che richiamano». Si arriva alle vacanze. «A luglio e agosto – ricorda il liturgista – le processioni si sviluppano nei luoghi di vacanza, nelle località balneari e montane. Con gli italiani, si spostano anche i santi patroni. Molte parrocchie accorpano i santi per fare partecipare anche i turisti. Un esempio personale riguarda l’Abruzzo, Monteferrante, dove l’ultima settimana di agosto accorpano S. Antonio da Padova alla festa del martirio di San Giovanni Battista e ne aggiungono un terzo: un triduo di santi ogni giorno in processione».