Autostrade, accordo a un passo: il 51% ai tedeschi di Allianz, Atlantia al 49%, niente revoche o penali. Palazzo Chigi smentisce

in Economia

La notizia pubblicata dal nostro giornale su un possibile, imminente, accordo per por fine al braccio di ferro su Autostrade – senza penali né revoche della concessione, e con l’ingresso con una quota del 51% del colosso assicurativo tedesco Allianz – solleva un fiume di reazioni, proteste, e successivamente è stata smentita da una raffica di note di precisazione da parte di Palazzo Chigi, del ministero dei Trasporti, del ministero dello Sviluppo economico e di Atlantia. “Sono completamente prive di fondamento le notizie riguardanti un presunto accordo raggiunto dal Governo italiano con Autostrade per l’Italia, volto a porre fine al procedimento avviato dal Governo italiano a seguito del crollo del ponte Morandi e avente a oggetto la caducazione della concessione”, dicono fonti di palazzo Chigi. Per Atlantia, “la società intende chiarire che quanto riportato è totalmente privo di fondamento”. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, smentisce e parla di “notizie riportate prive di fondamento”. Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli “smentisce totalmente la ricostruzione apparsa sul sito de La Stampa in merito ad un accordo con Autostrade”.Secondo quanto ricostruito e pubblicato nel pomeriggio da “La Stampa” sulla base di fonti bene informate sul dossier Autostrade, il ministro dei Trasporti De Micheli, con il via libera di Conte, avrebbero raggiunto un accordo con Atlantia, la holding controllata dai Benetton. L’intesa, che non aveva ancora ricevuto il via libera definitivo anche da parte del Movimento Cinque Stelle, non prevederebbe né la cancellazione della concessione autostradale ad Aspi, né tantomeno penali a carico dell’azienda dei Benetton. Al contrario Atlantia, che oggi possiede l’88,06% di Autostrade per l’Italia, pur scendendo a una quota di minoranza, pari al 49% dell’azionariato resterebbe sostanzialmente il partner industriale principale; la quota di maggioranza di Aspi del 51% invece verrebbe acquisita alle attuali quotazioni di mercato da Allianz, il colosso tedesco delle assicurazioni, che già oggi possiede attraverso la Appia Investments S.r.l. il 6,94% della società. Infine, verrebbero liquidati e uscirebbero di scena i cinesi del Fondo d’investimento Silk Road Fund (oggi con il 5 per cento). L’accordo avrebbe previsto anche l’aumento da 2,8 a 4 miliardi dell’attuale piano di investimenti di Autostrade per il prossimo quinquennio, per la realizzazione della Gronda di Genova, un piano di manutenzione straordinaria della rete autostradale, e la finalizzazione del riassetto della Pisa-Livorno-Firenze. Infine, ribadito che non sarebbero previste penali, Atlantia e Autostrade si sarebbero impegnate a mantenere per 2-3 anni l’attuale situazione di congelamento delle tariffe autostradali. Nell’ultimo decreto legge “milleproroghe” era stata inserita una norma che sostanzialmente permetteva di togliere la concessione ad Autostrade e trasferirla ad Anas, versando una penale limitata. Resta aperto il discorso – ma in proiezione soltanto futura, nonostante i tentativi dell’ultimo minuto – di un possibile coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti in Autostrade. La stampa