Ma quali hacker, ecco cos’è successo a sito Inps”, parlano i ‘pirati’ italiani

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I pirati italiani del web non si ‘bevono’ la storia degli hacker. Lo scorso primo aprile il sito dell’Inps – mentre migliaia di italiani provavano ad accedere al form per chiedere i 600 euro destinati agli autonomi e alle Partite Iva colpite dall’emergenza coronavirus – è andato in tilt scatenando un vespaio di polemiche. I vertici dell’Istituto nazionale di previdenza sociale hanno parlato di un attacco hacker ai danni della piattaforma. Ma per Federico Bottino, esperto di comunicazione digitale e referente della comunicazione del Partito Pirata Italiano, potrebbe non essere andata proprio così.”E’ successo”, dice Bottino all’Adnkronos, “quello che doveva succedere quando si cerca di fare innovazione (fallendo) nella maniera più obsoleta del mondo: un bel casino”. Gli sviluppatori del sito Inps, osserva l’esperto, “non hanno considerato la possibilità di periodi con flussi di traffico eccezionali dati da un’eventuale emergenza”. Dunque “la struttura tecnica (server, back-end) della piattaforma non ha retto, semplicemente è andata giù”. Insomma, può fare un esempio? “Immaginiamo di dover costruire una villa a 3 piani, senza però chiederci quante persone possono stare al terzo piano senza far crollare tutto. Ecco, il sito dell’Inps ha costruito una ‘villa dell’informatica’ senza però adeguare i piani superiori a eventuali ‘stress straordinari’, facendo crollare tutto alla prima ‘festa sul terrazzo’. Non solo un errore tecnico ma soprattutto manageriale”. Adnkronos