L’Italia potrebbe riaprire il 16 maggio. La previsione di Borrelli gela il Paese

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Il capo della protezione civile si sbilancia sulla data di ripresa delle attività. Intanto secondo la stima della Johns Hopkins University ci sono un milione di casi nel mondo, ma il responsabile della sanità australiana afferma che i numeri sarebbero molto più alti. Una discrepanza dovuta “alla mancanza di test a tappeto nella maggior parte dei Paesi”

L’Italia potrebbe restare chiusa fino al 16 maggio. S evice dalle parole del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, secondo cui “se l’andamento non cambia, potrebbe essere prima come potrebbe essere dopo”. “La situazione” aggiunge, “ora è stazionaria, dobbiamo vedere quando inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2”.

Intervistato a Circo Massimo su Radio Capital, Borrelli ha aggiunto che “la decisione va presa dagli esperti che stanno coordinando dall’inizio dell’emergenza la parte tecnico-scientifica. Il comitato tecnico istituito a supporto del Ministero della salute sta lavorando proprio su questo”.

Intanto al 2 aprile erano 115.242 gli italiani risultati positivi al coronavirus dall’inizio dell’epidemia, una crescita di 4.668 casi rispetto a ieri (quando l’incremento era stato di 4.782). Sono i dati forniti dalla Protezione civile nel bollettino delle 18. Si conferma dunque il trend stabile. Agi

Sono 760 i decessi in un giorno, contro i 727 di ieri, e 1.431 i guariti, contro i 1.118 di ieri. Anche grazie a quest’ultimo dato frena l’aumento degli attualmente positivi, da +2.937 di ieri a +2.477 di oggi. Ma soprattutto, si conferma il trend in calo dei ricoveri: quelli ordinari erano aumentati ieri di 211 unità, oggi di 137. Molto contenuto anche l’aumento delle terapie intensive: ieri +12, oggi +18.

Nel dettaglio, sono 83.049 le persone attualmente positive, di cui 28.540 ricoverate con sintomi, 4.053 in terapia intensiva e 50.456 in isolamento domiciliare. Il numero totale dei guariti sale a 18.278, quello delle vittime a 13.915

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