CORONAVIRUS SPECIALE AIUTI PER L’ITALIA. I rinforzi in arrivo da ogni parte del mondo per aiutare gli ospedali italiani

in Esteri

La delegazione di medici e infermieri cubani arrivata in Italia (Photo by YAMIL LAGE/AFP via Getty Images)L’Italia è il secondo paese al mondo per numero di contagi da coronavirus, dopo la Cina. Sono quasi 60mila i casi totali da inizio epidemia e, anche se nella giornata di ieri (22 marzo), c’è stato un lieve calo rispetto alle statistiche dei nuovi contagi degli ultimi giorni la situazione rimane ancora molto critica, soprattutto quella riguardante il nostro sistema sanitario nazionale. Non ci sono abbastanza medici per tutti i malati e scarseggiano respiratori, mascherine e altro materiale sanitario utile per curare e contrastare il Covid-19.Nel decreto del 16 marzo, il cosiddetto Cura Italia, il governo ha infatti disposto un piano di 3 miliardi a supporto del sistema sanitario che prevede, tra le altre cose, anche l’assunzione di nuovo organico. Inoltre, per “permettere alle regioni di di far fronte con celerità alle carenze di medici e infermieri”, si legge nel testo del decreto, il nuovo personale può arrivare anche dall’estero.I medici e gli infermieri che arrivano dall’esteroLa prima task force d’aiuti inviata nel nostro paese è stata quella cinese. Il 13 marzo è arrivato a Roma un team di nove medici – 6 uomini e 3 donne – guidati dal vicepresidente della Croce Rossa cinese, Yang Huichuan, e dal professore di rianimazione cardiopolmonare Liang Zongan. Tutte figure specializzate (rianimatori, pediatri e infermieri) che hanno gestito l’emergenza Covid-19 in Cina.In questi giorni, però, la mobilitazione nei confronti dell’Italia è diventata più importante in termini di numeri. Stando a quanto dice il ministro degli esteri Luigi Di Maio, nei prossimi giorni, sono attesi altri medici e infermieri che supporteranno quelli nostrani nella gestione della cura del virus. La Russia, secondo l’agenzia di stampa Itar Tass, da domenica sta inviando in Italia 8 unità mobili e una squadra composta da 100 tra virologi e medici militari. I primi due aerei sono già arrivati a Pratica di mare – marchiati da un adesivo “From Russia with Love” – e nelle prossime ore toccherà anche agli altri. Sono già atterrati a Milano, invece, i 53 medici inviati da Cuba. Si tratta di virologi e immunologi che aiuteranno i colleghi dell’ospedale di Crema, uno dei comuni più colpiti dal coronavirus. Lavoreranno nell’ospedale da campo creato dagli uomini del terzo reparto sanità di Bellinzago Novarese, in collaborazione con la Protezione civile.Si tratta di un gruppo di medici che non è nuovo a iniziative del genere: i cubani infatti erano già intervenuti ad Haiti, dopo il terremoto del 2010, e in Sierra Leone per combattere l’epidemia del colera. Ma è la prima volta che si impegnano in prima persona in Italia, un paese molto più ricco e dotato di strutture più organizzate.Il materiale sanitario spedito in ItaliaLuigi Di Maio ha annunciato su Facebook che, nei prossimi giorni, arriveranno nel nostro paese circa 10 milioni di mascherine, spedite da Egitto, Cina, India, Russia, Brasile e dall’Unione Europea. Come spiega sempre il ministro degli Esteri: “Partirà un primo lotto da sei milioni e poi venti milioni di mascherine ogni settimana”. La Repubblica Ceca, inoltre ha sbloccato le 110mila mascherine donate dalla Cina all’Italia che erano state bloccate al confine nei giorni scorsi per controlli dell’autorità giudiziaria. Dovrebbero essere disponibili nelle prossime 48 ore, insieme ad altre 200mila ferme in questo momento in Turchia. A questo si aggiunge anche quanto contenuto nelle unità mobili in arrivo dalla Russia (ventilatori, tute protettive, macchinari per le analisi, tamponi) e le attrezzature per l’assistenza respiratorie, inviate il 19 marzo, dalla Germania. Intanto, sul sito della Cnn è riportata la notizia che l’Italia avrebbe chiesto aiuto agli Stati Uniti. Un dirigente della difesa Usa – al momento anonimo – avrebbe rivelato all’emittente televisiva che il governo italiano si sarebbe rivolto al Pentagono per ottenere equipaggiamento medico, come mascherine e respiratori, e per chiedere ai militari statunitensi che vivono nel nostro paese di fornire personale medico e ospedali da campo. Wired