Coronavirus, in Ciociaria il 10,5% dei casi del Lazio. L’età media dei contagiati è di 58 anni

in Salute

Nel Lazio il 39% dei pazienti positivi al Covid-19 è ricoverato in una struttura sanitaria, il 42% è in isolamento domiciliare e il 5% è in terapia intensiva. È quanto ha comunicato, in una nota, l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio. Aggiungendo anche che i guariti sono l’8%.L’età media dei casi positivi è 58 anni. Il 54% è di sesso maschile e il 46% di sesso femminile.I casi positivi sono così distribuiti nel territorio regionale: il 40,4% è residente a Roma città, il 30,6% nella provincia di Roma, il 10,5% in quella di Frosinone, il 2,6% nel territorio di Rieti, il 6,3% in quello di Viterbo e il 9,5% in provincia di Latina. Il 2,4% proviene da fuori regione.Dunque, dopo la Capitale e la provincia di Roma, c’è la Ciociaria, che ormai da diversi giorni ha superato anche la provincia di Latina come numero di contagiati. E questo è un dato che deve far riflettere.Sempre ieri è stato pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine uno studio è condotto da esperti del Treatment Center of PLA General Hospital a Pechino insieme a colleghi della Yale School of Medicine. Secondo questo studio «la metà dei pazienti trattati con sintomi lievi di Coronavirus presenta ancora il virus nell’organismo (e quindi è potenzialmente contagioso) fino a 8 giorni dalla scomparsa dei sintomi».Secondo quanto riferisce l’Ansa, i risultati del lavoro potrebbero avere implicazioni per i tempi di isolamento dei pazienti positivi al virus. Scrive l’autore principale dello studio Lixin Xie: «Se hai manifestato una lieve sintomatologia respiratoria causata dal Covid-19 estendi la tua quarantena per altre due settimane dalla scomparsa dei sintomi, per essere sicuro di non contagiare altre persone». Lo studio è stato condotto su 16 pazienti di età media di 35 anni che avevano manifestato lieve sintomatologia respiratoria (febbre,tosse, faringite) ed erano risultati positivi al tampone.Si sottolinea: «È emerso che tutti i pazienti hanno avuto un tempo medio di incubazione della malattia di 5 giorni, hanno manifestato i sintomi dell’infezione per un tempo medio di 8 giorni, infine sono rimasti contagiosi per 1-8 giorni dalla comparsa dei sintomi. L’aspetto più importante dello studio è che per metà dei pazienti il virus continuava a diffondersi (il cosiddetto “shedding virale”) ben 8 giorni dopo la scomparsa dei sintomi, anche quando l’esito del tampone è ormai diventato negativo» ciociariaoggi