Il coronavirus: un campanello d’allarme per tutta l’Umanità

in Editoriale

Di Ahmed Ouagandar

È un mostro invisibile. È microscopico, veloce e misterioso; un nemico nascosto da qualche parte, subdolo che non fa distinzione tra vecchio e giovane, ricco e povero, forte e debole, chiunque e dovunque siano. Non crede nei confini. Si basa semplicemente sul contatto umano. La nuova pandemia di coronavirus (Covid-19) sta tenendo il mondo nella sua morsa, causando paura, panico e angoscia. Nel giro di pochi mesi, sono stati segnalati più di 500.000 casi e quasi25.000 decessi in più di 190 paesi del pianeta, e continua  ancora a diffondersi. Ha messo in ginocchio alcuni dei paesi più potenti del mondo e ha messo l’intero mondo in uno stato di totale blocco.

Le persone temono ciò che non possono vedere o non conoscono, e le loro reazioni variano. Alcune rifiutano la realtà o vivono incredule, un fenomeno che li porta a mettere in discussione l’intera situazione o minimizzarla, nonostante l’evidenza di malattie e morti; mentre altre potrebbero escogitare o diffondere teorie della cospirazione o qualsiasi tipo di spiegazione, anche se la storia ci parla di molte pandemie prima di questa. Peggio ancora sono coloro che ignorano le misure precauzionali e preventive consigliate dalle autorità sanitarie dei loro paesi. Poi ci sono quelle che diffondono voci e notizie false, che minano il lavoro delle autorità e causano solo caos e confusione. Egoisticamente, mettono la propria vita e quella deglaltri a rischio e cosi contribuiscono alla diffusione del virus.

Altre potrebbero reagire in preda al panico ed esagerare l’attuale  situazione o quella a venire, inducendole adeccessivi accumuli di generi alimentari e medicine, e diventare ostili ed egoiste nel mettersi al primo posto. Altresono in difficoltà perché non hanno risposte chiare su quanto durerà e quali saranno gli effetti a breve e lungo termine. I mercati azionari si sono già sbriciolati, settori come le compagnie aeree e il turismo sono crollati e ogni tipi di impresa, come al solito, ha cessato di esistere. I livelli previsti di posti di lavoro e le perdite delle entrate sono sorprendenti.La vita come la conosciamo è arrivata a un punto morto. Un segnale di stop è stato sollevato in tutte le direzioni.

D’altra parte, mentre le porte vengono chiuse, i cuori si aprono attraverso il volontariato, la donazione e la condivisione. Mentre non possiamo riunirci fuori dalle nostre case, ci stiamo avvicinando all’interno, praticando il distanziamento sociale come una forma accettabile di socializzazione, senza essere considerati maleducati o antisociali. Sebbene non possiamo parlare faccia a faccia, stiamo chattando più spesso online, scambiando messaggi di preghiera, solidarietà e amore, nonché molte battute per rallegrarci a vicenda.

Per fortuna, alcune opportunità sono sbocciate, in particolare tutto ciò che riguarda Internet, incluso l’apprendimento a distanza, il lavoro da casa, le consegne a domicilio, l’intrattenimento e la riduzione della burocrazia, che tanti governi non riescono ancora ad eliminare.

Forse è una presa di coscienza collettiva. Forse dovevamo prendere il nostro tempo libero lasciando i nostri impegni e l’ossessione per le cose materialistiche per rallentare, trovare la pace interiore e apprezzare ciò che abbiamo: la nostra salute, le nostre famiglie e il nostro benessere. Mio padre mi ha insegnato che ” Essere ricchi e senza tempo libero non ha nessun senso”. Ora abbiamo meno inquinamento e il cielo si e’ schiarito anche sopra Wuhan. La Terra sta respirando un po‘ meglio di prima. La natura sembra tornare più pura. La pulizia è diventata un’abitudine preziosa per noi e  l’ambiente intorno.

Questa crisi e’ anche un’opportunità per individuare ed apprezzare i veri eroi: quelli che mettono a rischio la propria vita per aiutare glaltri, fornendo assistenza sanitaria, sicurezza e tutte le necessità di base per la nostra vita . Le vere priorità sono messe a fuoco in modo molto più nitido. Non sono più la corsa agli armamenti o alla ricchezza e il lusso, ma di buona assistenza sanitaria, servizio pubblico e infrastrutture. Mentre aspettiamo che gli scienziati scoprano un vaccino, ci rendiamo conto che dobbiamo investire di più nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione. Cose solamente al servizio del bene dell’umanità e niente altro.

Tanto di cappello ai governi che hanno agito responsabilmente, rapidamente e con trasparenza ai primi segni di un focolaio, mettendo la vita e i diritti umani fondamentali della loro gente davanti a qualsiasi altra considerazione. L’Italia Cina che  si sono dimostrati deimodello da seguire nel compiere passi coraggiosi e con tanta pazienza e unità, compresi i loro cittadini che hanno, in generale, mostrato un alto livello di consapevolezza, disciplina e civiltà.

Questa è una crisi globale. Ironia della sorte, per quanto questa crisi ci abbia costretto a chiudere tutto per rinchiudersi poi in casa, ha dimostrato quanto siamo interconnessi e interdipendenti. Conflitti di ogni genere non servono più. I razzismi e i pregiudizi non miglioreranno mai la nostra vita’. Sono solo una vera minaccia alla nostra sicurezza e pace. Dobbiamo lavorare insieme, aiutarci e sostenerci a vicenda  per sopravvivere e superare le conseguenze di questa pandemia ed ogni ulteriore difficoltà.Dobbiamo cominciare a lavorare ed incoraggiare l’incontro delle civiltà e non più lo scontro Dobbiamo anche essere consapevole che il (nostro) mondo sta cambiando su tutti i livelli. Ha subito troppo traumi. Dalle guerre, pandemie,terrorismo, inquinamento e ingiustizie varie. E’ ora tocca a noi, e solo a noi, a proteggere questo pianeta  fragile e stanco.