L’emergenza Coronavirus conferma l’insensatezza dell’Europa.

in Opinione

DI Alessio Follieri

Alla fine nostro malgrado, un’emergenza pandemica ha imposto uno stop alle attività produttive dell’intera nazione gettando l’Italia in una condizione inedita. Il Coronavirus ha portato allo scoperto tutta l’insensatezza dell’Europa. Ora più che mai, una critica all’ “Europa” diventa centrale, come dovrebbe essere rimessa in discussione in tutte le agende degli stati membri appena sarà finito lo stato di emergenza.Dov’è l’Europa? E soprattutto: cos’è l’Europa a questo punto? L’epidemia, dichiarata ormai Pandemia dall’OMS, mostra numeri preoccupanti e ha gettato l’Italia prima di tutti gli altri stati membri in un arresto della produttività. Tutto questo genererà una ricaduta economica drammatica e senza eguali nella storia recente. Negli Stati Uniti nonostante l’enorme intervento della Fed con l’acquisto di 700 miliardi di titoli, 500 miliardi in buoni del tesoro e 200 miliardi in titoli ipotecari, si palesa comunque un evidente prossimo stato di recessione, tra le più allarmanti della storia. L’Italia da Bruxelles ha ricevuto il benestare per sforare il debito pubblico, nulla di più e nulla di meno, ma in sostanza in Europa ognuno pensa per se. Ogni paese è solo di fronte all’emergenza e considerando l’eccezionalità e la gravità dell’evento, si può dire chiaramente che l’Europa è “non pervenuta”. Cartina al tornasole per la reale situazione Europea è l’inadeguatezza della conferenza stampa della presidente della BCE Lagarde, che ha mandato a picco le borse europee. L’emergenza coronavirus non riguarda la BCE e qui si comprende ancora una volta lo strano caso dell’Europa, ossia un continente che dovrebbe diventare uno stato ma di fatto non lo è. A queste condizioni è molto difficile che lo diventerà mai. Mentre la BCE segnava il tonfo evidenziando una banca centrale totalmente dissociata dagli eventi drammatici che sconvolgevano gli stati membri, prima su tutti l’Italia, la FED annunciava un intero piano colossale di interventi per iniettare liquidità nel periodo più allarmante dalla precedente crisi del 2008. Soltanto oggi (e questo fa capire benissimo l’inadeguatezza) Lagarde annuncia in data 26 Marzo la manovra di acquisto titoli della BCE di 750 miliardi. Un Europa divisa nei confronti dell’emergenza. Gli stati membri non cooperano, gli aiuti all’Italia giungono da Russia e Cina. L’emergenza Coronavirus mette in risalto ciò che l’Europa è in sostanza, è un piano di dominio economico e sottomissione degli stati membri, dove soltanto i primi della classe (vedi Germania) continuano a decidere come far soccombere economicamente gli altri. Sotto queste prospettive passata l’emergenza il governo Italiano, chiunque sarà in carica, dovrebbe almeno veleggiare l’ipotesi di ritrattare totalmente la questione Europea perché a queste condizioni il massacro è tutto Italiano. La logica che l’Italia debba essere la serie B d’Europa non può reggere a lungo. Per far partire l’economia così come per fronteggiare le emergenze occorre inevitabilmente iniettare liquidità con l’aumento del debito pubblico, è l’unica soluzione possibile, è per lo meno una legge economica fondamentale. Appare irrazionale mantenere ancora dei parametri e sottostare a formule di rifinanziamento che costituiscono un cappio mortale all’economia italiana. Non dobbiamo dimenticare che passata questa emergenza l’Italia si troverà in una condizione drammatica dove per uscire dal fondo ci vorranno altri trent’anni…se tutto andrà bene, ma vedendo i primi accenni appare chiaro che l’emergenza coronavirus diventerà la futura occasione di affossare l’Italia e quei paesi membri più in difficoltà.