FIA-Ferrari: Red Bull non si arrende

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La Formula 1 si presentava in Australia con la tensione altissima. La Red Bull aveva dichiarato di essere pronta al reclamo contro il DAS Mercedes, la Racing Point RP20 – identica alla Mercedes W10 del 2019 – era nel mirino delle dirette concorrenti e sullo sfondo a tutto questo vi era la protesta congiunta di sette team (Mercedes, Red Bull, Alpha Tauri, Williams, Racing Point, McLaren e Renault) contro l’accordo confidenziale stipulato tra la Ferrari e la Federazione in seguito alle indagini condotte dalla FIA sulla power unit realizzata a Maranello. Il Coronavirus ha spazzato via tutto, con un calendario che perde pezzi di giornata in giornata e una tabella di marcia che è stata di conseguenza drasticamente rivisitata. La chiusura obbligatoria degli stabilimenti prevista in estate è stata anticipata a questa primavera, la rivoluzione regolamentare attesa nel 2021 è stata posticipata al 2022 con conseguente divieto di lavorare in galleria del vento sulle nuovo monoposto fino a febbraio del 2021. Il futuro prossimo della F1 è stato ribaltato ed è ancora tutto da scrivere. Raggiunto da F1-insider.com, il super consulente della Red Bull Helmut Marko ha sottolineato che tutto questo ordine del giorno dettato dalla situazione contingente non farà cadere nell’oblio la vicenda legata all’accordo raggiunto dalla Ferrari e dalla Federazione. La scuderia di Milton Keynes, adesso che la Mercedes ha fatto un passo indietro dopo un colloquio tra il presidente della Ferrari John Elkann e il numero uno del gruppo Daimler Ola Kallenius, è al comando delle operazioni per quanto riguarda questa ‘ribellione’ e ha aggiunto alla lista degli elementi da scoprire anche questo improvviso dietrofront della Mercedes. Sfortunatamente adesso dobbiamo far fronte ad una vera e propria emergenza, ma questo non significa che poi cambieremo la nostra posizione nei confronti della Ferrari e della FIA quando tutto tornerà alla normalità – le parole di Marko – l’accordo tra la Scuderia di Maranello e la Federazione è stato messo in secondo piano, ma per noi resta una scandalo. Non vogliamo danneggiare la Ferrari e la FIA, ma continueremo a lottare per capire come si sia arrivati a questa singolare conclusione delle indagini. Lo faremo anche senza la Mercedes che, ed è molto strano, è scesa dal treno dopo esserne stata il ‘macchinista’ all’inizio della corsa”. Formula passion