Coronavirus mercati: BORSE EUROPEE A PICCO, MADRID E PARIGI LE PEGGIORI

in Economia Estera

Madrid -12%, Parigi -10,9%, Milano -10,6%, Francoforte -9,4%. Tokyo perde il 2,4%. Crollano titoli legati al turismo. Wall Street sospende per eccesso ribasso

L’emergenza coronavirus mette al tappeto le principali borse europee ora che il problema non è più solo dell’Italia.  

A Piazza Affari il Ftse Mib è arrivato a perdere 11 punti percentuali, per poi attestarsi su un calo del 10,6%.

In profondo rosso anche le altre Borse continentali, con il Cac40 a Parigi in flessione del 10,9%, il Dax30 a Francoforte del 9,4% e l’Ibex35 a Madrid del 12%.

Intanto l’Esma questa mattina ha stretto sulle vendite allo scoperto per fronteggiare la turbolenza. In particolare l’Autorità europea dei mercati ha deciso di chiedere temporaneamente ai detentori di posizioni corte nette in azioni negoziati nei mercati regolamentati della Ue di notificare alle autorità nazionali competenti se la posizione raggiunge o supera lo 0,1% del capitale emesso dopo l’entrata in vigore della decisione.

Viaggi in rosso
Crollano i titoli legati ai viaggi, da Tui (-34,2%) a International Consolidated Airlines, già British Airways e Iberia (-23,5%), da Ryanair (-19%) a EasyJet (-16%), da Air France (-16,2%) a Lufthansa (-9,7%).

Il calo del greggio (Wti -7%) frena Tullow Oil (-30,65%), Bp (-8%), Total (-7,2%) ed Eni (-7%). Sotto pressione i produttori di microprocessori Infineon ed Stm (-17,9% entrambi), mentre frena Fca (-17,2%) che ha annunciato lo stop degli impianti europei. Fa peggio Renault (-19%) seguita da Peugeot (-15,8%).

Spread in altalena
Il differenziale di rendimento tra BTp e Bund, sulla scadenza dei 10 anni, si restringe ulteriormente sotto i 250 punti e il rendimento del titolo italiano si conferma un livello inferiore al 2% a metà seduta: dopo il balzo al 2,2%, con lo spread salito fino a sfiorare i 290 punti, secondo gli
operatori il dietrofront di rendimenti e differenziale è stato favorito probabilmente dall’intervento sul mercato della Bce. Il rendimento a 10
anni è così sceso all’1,96% e lo spread si è riportato 247 punti base.

Wall Street sospende per eccesso di ribasso
 Si aggravano le perdite a Wall Street alla riapertura delle contrattazioni, dopo lo stop di 15 minuti per eccesso di ribasso, poco dopo l’apertura. Lo S&P 500 cede l’11,4%, il Dow Jones l’11,7%, il Nasdaq l’11,2%. Al momento della sospensione, lo S&P 500 perdeva l’8,4%, il Dow Jones il 9,71%, il Nasdaq l’8,36%.

Crollano listini asiatici
Borse in picchiata in Asia e Pacifico, con epicentro a Sidney (-9,7%), nonostante l’intervento di ieri sera della Fed. Giù Tokyo (-2,46%), dopo misure della Banca Centrale Giapponese ritenute insufficienti, Shanghai (-3,4%), Taiwan (-4,06%) e Seul (-3,19%). Ancora aperte Hong Kong (-4,01%) e Mumbai (-5,78%). Il nuovo calo del greggio (Wti -4,19%) e lo scivolone dell’oro (-3,19%) hanno pesato sugli estrattivo-minerari Northern Star (-17,13%), Lynas (-16,28%) e Gold Road (-14,36%). In rosso i futures sull’Europa e su Wall Street.

Shanghai chiude a -3,40%, Shenzhen a -4,83% 
La Borse cinesi chiudono con un tonfo dopo che la Fed ha limato i tassi di 100 punti, varando un quantitative easing da 700 miliardi di dollari contro il coronavirus: Shanghai cede il 3,40%, a 2.789,25 punti, mentre Shenzhen il 4,83%, a 1.712,02. La Banca centrale cinese ha deciso venerdì l’iniezione di liquidità da 550 miliardi di yuan (78,8 miliardi di dollari) col taglio di 0,5-1% della riserva obbligatoria; oggi ha immesso 100 miliardi di yuan (14,28 miliardi di dollari) con la linea di credito di medio-termine (Mlf) a un anno e al tasso del 3,15%.

Vola l’oro, poi limita guadagni a +0,2% 
Le decisioni prese a sorpresa ieri dalla Fed hanno messo le ali al prezzo dell’oro, che ha però poi perso spinta limitando i guadagni a +0,2%. Il metallo prezioso è arrivato a guadagnare 45 dollari l’oncia, salendo fino a 1.575 dollari, scendendo però poi a 1.532 con un rialzo di appena lo 0,2%. Rainews

Ultime da Economia Estera

Vai a Inizio pagina