Salvate il soldato Italia

in Editoriale

di Souad Sbai

L’Europa dice “guardate cosa sta accadendo in Italia, presto succederà anche da voi”. Una frase allarmante che non fa altro che accrescere il senso di solitudine e di sconforto del Paese e di chi lo abita.

A parlare è quella stessa Unione europea che in passato ha più volte chiesto ed ottenuto solidarietà e aiuti dall’Italia e che adesso si presenta nei nostri confronti scarica di proposte e di aiuti.

Non c’è un’iniziativa nei confronti dello Stivale, non ci sono misure economiche straordinarie. C’è solo la fotografia di un dito che punta sulla cartina dell’Italia e la indica come zona rossa, quella degli appestati.

L’emergenza sanitaria, seppur lievemente, si estende e il Governo vara come unica misura quella di ordinare agli italiani di stare a casa… Nel mentre, cosa viene fatto per il Paese, di propositivo intendo, oltre a favorire una chiusura a riccio? Mmm…

Le imprese vanno in default, l’occupazione più che vacillare vede spuntare orizzonti di “smart working” e congedi non retribuiti. La paralisi del sistema Italia, ecco cos’è.

Forse oggi dovrebbe arrivare il tanto atteso decreto economico, atteso dalle aziende che vogliono capire se ci sarà nella manovra l’inserimento di una CIG, più comunemente conosciuta come cassa integrazione; anche se poi viene da chiedersi come faranno le imprese a recuperare mandando in CIG i propri dipendenti, visto che le aziende possono riprendersi solo se lavorano, cioè solo se la forza lavoro resta attiva.

In un quadro del genere, pare evidente che l’Italia e gli italiani, da sempre popolo solidale e socialmente caritatevole, sino stati lasciati da soli dall’Europa e dalle amministrazioni interne, più di quanto non si dica. Buffo: oggi non si parla di noi se non del Paese che può appestare il mondo. Ieri eravamo quelli che dovevano accogliere, aiutare, sostenere tutti i popoli del Mediterraneo e fare da ponte con l’Europa.